BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Ubi Leasing, il pm “Non fu truffa”: chiesta l’archiviazione, scagionati Pesenti e Lucchini

Lo scorso 2 ottobre il pm Pelosi ha chiesto l'archiviazione sul capitolo legato allo yacht acquistato nel 2011 dal presidente di Italcementi Giampiero Pesenti.

Il pubblico ministero Fabio Pelosi ha chiesto l’archiviazione per l’indagine di truffa ricettazione, riciclaggio, dichiarazioni fraudolente, emissioni di fatture inesistenti ai danni di Ubi Leasing. Il filone di indagine legato ai beni di lusso di Ubi Leasing era già stato stralciato nei mesi scorsi dall’inchiesta sui patti occulti di Ubi Banca.

Lo scorso 2 ottobre il pm Pelosi ha chiesto l’archiviazione sul capitolo legato allo yacht acquistato nel 2011 dal presidente di Italcementi Giampiero Pesenti.
La Procura della Repubblica di Bergamo ci aveva visto una truffa. Era il maggio 2014. Tre anni e mezzo dopo quell’accusa cade a tutti gli effetti.

Lo yacht in questione è un modello AKHIR 108 denominata “Beata of Southampton“, un 36 metri comprata nel 2010 da Ubi Leasing per 10 milioni e 100mila euro e data in leasing a un imprenditore toscano, Massimo Crespi il quale smise di pagare le rate. Così Ubi Leasing si riprese lo yacht, lo fece valutare e lo rimise sul mercato nel 2011 ad un valore di 6 milioni. La barca venne acquistata però da Gianpiero Pesenti, allora presidente di Italcementi, per 3 milioni e mezzo di euro. Un prezzo ben inferiore alle stime, ma Giampiero Pesenti ha dimostrato che aveva pagato lo yacht al giusto prezzo, visti i lavori di ristrutturazione cui necessitava l’imbarcazione. Non ci sarebbe stata quindi nessuna truffa ai danni di Ubi Leasing, anche perché, seppure ci fossero state ben due manifestazioni di interesse di acquisto, ovvero due offerte, nessuna di essere si concretizzò. Non ci fu nessuna violazione fiscale e doganale, la società che possedeva l’imbarcazione ha saldato ogni conto con gli enti preposti al controllo fiscale. Infine, dalle intercettazioni telefoniche emerge come Giampiero Pesenti volesse sì acquistare l’imbarcazione ad uso proprio e non per fini commerciali, avendo anche palesato di essere in possesso di un’altra imbarcazione che avrebbe voluto cedere.

Nell’inchiesta sono stati coinvolti anche Italo Lucchini, allora consigliere di Ubi Banca, e la figlia Silvia Lucchini, commercialista.
La perizia con la presunta sottostima di Alessandro Miele dell’omonimo gruppo navale (è stato dimostrato) fu depositata mesi dopo la compravendita. Nel filone stralciato la procura aveva indagato a vario titolo per violazione sulle obbligazioni degli esponenti bancari, per truffa, ricettazione, riciclaggio, dichiarazioni fraudolente, emissioni di fatture inesistenti: Pesenti, Italo Lucchini e la figlia Silvia, Francesco Morlé, Alessandro Maggi, Alessandro Miele, Marco Martelli, Guido Cominotti, Giampiero Bertoli e Marco Fermi.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.