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Treviglio si colora di arancio, flash mob degli studenti per dire ‘no’ agli abusi fotogallery

Nella giornata internazionale dedicata alle più piccole i giovani dell’Istituto Agrario di Treviglio, in collaborazione con il comune, l’Associazione Casa delle donne Treviglio e l’organizzazione “Terres de Hommes” hanno dato vita a un flash mob, una rappresentazione di gruppo, che ha coinvolto le classi quinta B e D più alcuni giovani delle classi terze per dire no agli abusi su giovani donne e bambine.

Il flash mob

“Un progetto che ha come obiettivo quello di agire dal punto di vista educativo e culturale sugli stereotipi – spiega Luciana Vitale, docente e anima dell’iniziativa -. Molto probabilmente agiremo all’interno di un progetto pilota che ci metterà in contatto con una scuola pugliese nella quale il lavoro è stato fatto sotto il profilo della violenza che passa sul web – cyberbullismo, sexting e quant’altro – e nel corso dell’anno verranno fatte delle letture di alcuni testi significativi. Ci saranno degli eventi con delle associazioni del territorio e delle storie che verranno portate da esempio affinché poi i ragazzi possano riflettere su questo tema così delicato. Per dare il via a questo progetto, che durerà per tutto l’anno scolastico, è stato realizzato un flash mob utile per attirare l’attenzione su questa giornata, in modo che si possa riflettere e sensibilizzare sull’argomento”.

All’evento presente anche il vicesindaco e Assessore ai servizi sociali Pinuccia Prandina che con entusiasmo ha applaudito la performance degli alunni dell’istituto tecnico: “In tempi brevissimi abbiamo aderito a questa iniziativa portata avanti a livello internazionale dall’associazione “Terres de Hommes” che ha fornito il materiale come pettorine e striscioni – spiega l’assessore – Questo progetto viene realizzato in occasione della giornata internazionale delle bambine e delle ragazze. In altri stati non civilizzati come il nostro ci sono bambine che non si possono nemmeno iscrivere alla scuola primaria, ci sono bambine che vengono infibulate, ci sono bambine che non hanno i diritti che fortunatamente i nostri giovani in Italia hanno – e continua – tutto questo serve anche per dare un segnale di civiltà, di cambiamento a queste bambine e ragazze le quali potranno un domani essere donne, mogli e imprenditrici; insomma potranno avere un futuro radioso.

“Entreremo in questa scuola facendo un questionario sul tema dei pregiudizzi – spiega infine Milva Facchetti dell’Associazione Casa delle donne di Treviglio – Le domande riguarderanno sia ragazzi che ragazze e ci auguriamo che l’esito finale sia utile al comune di Treviglio e alle politiche che agiscono in tema di giustizia e rispetto per stilare un quadro generico. In questo caso collaboreremo anche con la commissione pari opportunità per portare avanti la cosa”.

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