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Rosatellum, la Camera approva la nuova legge elettorale: ecco come si voterà

Via libera alla proposta avanzata dal Pd che introduce un sistema elettorale misto tra proporzionale e maggioritario.

Con 375 voti favorevoli e 215 contrari la Camera ha approvato (la maggioranza era fissata a 296 ndr) nella serata di giovedì 12 ottobre il cosiddetto Rosatellum bis, la proposta di legge elettorale avanzata dal Partito Democratico.

Come richiesto dai deputati del gruppo Mdp la votazione è stata a scrutinio segreto: guardando i numeri finali sono stati oltre una sessantina i “franchi tiratori”. La maggioranza, infatti, sarebbe potuta arrivare fino a 441 voti, pari a oltre il 70% della Camera, di cui 280 deputati del Pd (avevano annunciato il no Rosy Bindi, Franco Monaco e Marco Meloni), 50 di Forza Italia, 23 di Area popolare, 19 della Lega Nord, 17 di Scelta Civica-Ala, 14 Civici e Innovatori, 12 di Centro Democratico, 11 di Direzione italia, 6 di Minoranze linguistiche, 6 di Udc e 4 del Psi.

Ma cosa cambia per il voto degli italiani? Il Rosatellum introduce un sistema elettorale misto tra proporzionale e maggioritario: due terzi dei deputati eletti a sistema proporzionale di lista e un terzo eletto in collegi uninominali in cui ci sarà un solo candidato per coalizione, con il più votato a essere eletto.

Dei 630 seggi disponibili alla Camera, 386 saranno assegnati in piccoli collegi plurinominali (circa 65), 232 in collegi uninominali (di cui 6 per il Trentino, due per il Molise e uno per la Val d’Aosta) e 12 nella circoscrizione estero.

Al Senato, invece, 207 dei 315 seggi si divideranno in piccoli colleghi plurinominali, 102 in collegi uninominali (1 a testa per Molise e Val d’Aosta) e 6 nella circoscrizione estero.

Per quanto riguarda i collegi uninominali, sia alla Camera che al Senato, saranno assegnati ai candidati che avranno ottenuto più voti, anche solo uno in più del proprio avversario.

La soglia di sbarramento è stata fissata al 3% su base nazionale, alla quale se ne aggiunge una del 10% minima per le coalizioni.

L’Italia sarà divisa in collegi plurinominali, ancora da definire tramite decreto del governo, formati con l’accorpamento di collegi uninominali e che eleggeranno al massimo 7-8 deputati. Liste bloccate nei collegi plurinominali.

Il voto sarà espresso su un’unica scheda (una per la Camera e una per il Senato) e non sarà possibile il voto disgiunto, ovvero la possibilità di scegliere un candidato del collegio uninominale e una lista a lui non collegata per la parte proporzionale. L’elettore, sostanzialmente, sarà obbligato a scegliere l’abbinamento candidato-partito.

Il Rosatellum, infine, prevede che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei candidati del listino bloccato mentre con la vecchia legge elettorale uomo e donna dovevano essere alternati.

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