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Come la mente pensa a ritmo di musica

Nella Basilica di Santa Maria Maggiore in città alta ha avuto luogo la conferenza "Alfabeto, atomi e musica. La ricombinazione come elemento distintivo della mente e del mondo", uno degli appuntamenti del ricco programma della XV edizione di BergamoScienza.

In un’atmosfera alquanto suggestiva come l’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta, martedì 10 ottobre ha avuto luogo la conferenza “Alfabeto, atomi e musica. La ricombinazione come elemento distintivo della mente e del mondo”, uno degli appuntamenti del ricco programma della XV edizione di BergamoScienza.

La conferenza è stata aperta dal membro del Comitato Scientifico BergamoScienza Aldo Moro, docente di linguistica generale presso la Scuola Superiore Universitaria IUSS Pavia. Il punto di partenza? Il poeta e filosofo romano Lucrezio, che fece il più grosso tentativo di divulgazione scientifica. In un periodo storicamente complicato per la città di Roma, Lucrezio ipotizzò l’esistenza di qualcosa – che con il tempo si sarebbe scoperto essere l’atomo – presente in tutte le cose del mondo; un qualcosa la cui ricombinazione permetteva di ottenere tutti gli oggetti.

La sua idea affondava le radici in un’intuizione tanto banale quanto stupefacente: se le parole, quasi infinite, sono formate dalla ricombinazione di un numero limitato di lettere, allora perché non pensare che anche gli oggetti possano essere formati da un qualcosa che, scisso e ricombinato in maniera differente, sia alla base della struttura degli oggetti stessi?

“In fondo – fa notare il professor Moro – non avrebbe senso affermare che gli oggetti nascono già precostituiti come oggetti. Devono essere formati da poche cose che si ricombinano”. Può la ricombinazione di poche cose far la differenza? Certo che sì: basta pensare, per esempio, ai caratteri genetici, o anche al linguaggio stesso, il mezzo più potente che l’uomo ha e che lo differenzia dagli animali. Questo tema dell’importanza della ricombinazione è stato poi supportato da un esempio: in latino, le due parole “ligna” – legno – e “ignis” – fuoco – appartengono a due campi di significato completamente opposti, nonostante presentino 3/5 lettere in comune.

Nella seconda parte della conferenza, il maestro Guido Andreolli, diplomato in Organo e Composizione Organica nonché Maestro Accompagnatore al Clavicembalo nei corsi di Musica Antica di Parzanica (Bergamo), ha realizzato all’organo tre pezzi di Johann Sebastian Bach, mostrando quanto la ricomposizione di note e suoni giochi un ruolo molto importante anche nella musica. In fondo, le lettere stanno alle parole così come le note stanno alle composizioni.

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