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Si spegne la candela della speranza, ma il cuore Rosso batterà per sempre

Un altro problema di affidabilità della Ferrari consegna, di fatto, il mondiale a Hamilton. Sfuma Il sogno di milioni di Tifosi, al termine di una stagione ricca di vittorie, rimpianti brucianti e immenso orgoglio

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Alba sportivamente drammatica per i ferraristi: il problema a una banalissima candela costringe Vettel al ritiro. Il difetto, riscontrato a pochi minuti dall’inizio della gara ha, salvo cataclismi impronosticabili, spento le residue speranze di titolo.

Si tratta dell’ennesimo rimpianto di questo finale di stagione. Fino a SPA Francorchamps la SF70H aveva lottato al pari della Mercedes, realizzando numerosi secondi posti e vittorie difficilmente dimenticabili; Vettel e Hamilton hanno lottato su ogni pista, rendendo la corsa al mondiale combattuta e spettacolare. Da Singapore, però, tutto è cambiato: la Ferrari, sviluppando drasticamente la macchina e rendendola favorita per il titolo iridato, ha iniziato a riscontrare inesorabili problemi di affidabilità, che hanno trasformato il sogno in un incubo. Inutile sottolineare come i rimpianti assumano un’entità enorme, proprio quando Sebastian ha potuto disporre della migliore macchina in griglia, i risultati sono venuti a mancare: ritiro a Singapore nel drammatico incidente alla partenza, difetto al condotto del turbo in Malesia e danno di una candela a Suzuka. Problemi che possono succedere ma non devono succedere; soprattutto se c’è in ballo un campionato del mondo e, ancor più, se ti chiami Ferrari.

Sfuma così, anche questa stagione, il sogno atteso ormai da 10 anni. Lo straordinario lavoro svolto a Maranello quest’anno ha permesso alla Rossa di giocarsi il titolo, a un solo anno di distanza dall’imbarazzante 2016. L’ambizione deve portare, per la prossima stagione, a un’ulteriore salto di qualità, consacrando il lavoro svolto quest’anno e ambendo ancor di più alla vittoria del titolo: si parte da una base solidissima e super competitiva, che va consolidata.

Ci si aspettava un finale di stagione radicalmente diverso; resta, ugualmente, la consapevolezza e l’orgoglio di aver provato emozioni uniche, come la commovente doppietta in Ungheria, la straordinaria prova di forza a Montecarlo, il sorpasso sull’erba di Vettel a Barcellona e, soprattutto, il podio di Monza: un colpo d’occhio unico che solo la Scuderia più amata e leggendaria al mondo può vantare. La delusione è cocente ma, ancora una volta, dobbiamo saper aspettare, col consueto amore incondizionato e con l’inesauribile passione per il Cavallino, perché “le vittorie e le delusioni passano, ma la Ferrari resta”.

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