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Puntualità nei pagamenti: sono bergamasche le aziende migliori in Italia

A certificarlo è l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Studio Pagamenti CRIBIS aggiornato al terzo trimestre del 2017 ma in Italia il numero di imprese in grado di rispettare i tempi pattuiti con i fornitori è basso.

Dei bergamaschi non si può certo dire che non siano dei gran lavoratori. E chissà se sarà anche questo il motivo per cui Bergamo, rispetto a tutte le altre province italiane, in termini di puntualità nei pagamenti registra la performance migliore. Seguono nella top ten Brescia, Sondrio, Lecco, Mantova, Vicenza, Treviso, Trento, Como e Varese. Le imprese di Enna sono invece le meno puntuali, seguite da quelle di Reggio Calabria, Messina, Agrigento e Palermo.

A certificarlo è l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Studio Pagamenti CRIBIS aggiornato al terzo trimestre del 2017 che evidenzia un calo dei ritardi gravi, che continuano a scendere a ritmo sostenuto già da tempo (-16,7% rispetto a settembre 2016). Un dato positivo che consolida l’inversione di tendenza registrata nello scorso trimestre, dopo un trend negativo che durava dal 2011 al 2016.

Dal punto di vista nazionale il numero di imprese in grado di rispettare i tempi contrattuali con i fornitori è ancora basso: soltanto il 38,2%, infatti, salda le fatture alla scadenza, il 51,3% entro il mese di ritardo, mentre il 10.5% è gravemente ritardatario. Una percentuale, quest’ultima, che dal 2012 non è mai stata così bassa, anche se rispetto al 2010 è comunque più alta del 90,9%, mentre i pagamenti puntuali al 38,2% sono al livello più alto dal 2013.

A livello regionale, il Veneto rimane la prima per puntualità (47,6%), seguito da Emilia Romagna (47,4%), Lombardia (47,1%), Friuli Venezia Giulia (45,5%) e Trentino Alto Adige (41,1%). In fondo alla classifica troviamo invece, dopo la Sicilia che occupa l’ultima posizione con il 22,2% di pagamenti puntuali, la Calabria (24,3%), la Campania (24,9%), la Sardegna (26,6%) e la Puglia (28%).

Il comparto dei servizi finanziari è il settore che gode di miglior salute con una quota del 48,7% di performance virtuose, a fronte di un 8% di ritardi gravi. Bene anche l’industria e la produzione (44,5% di imprese puntuali, 6,8% di ritardi gravi). Proseguono invece le grandi difficoltà del commercio al dettaglio: solo il 26,3% delle imprese appartenenti al comparto risulta puntuale, a fronte di un 17% di pagamenti oltre il mese di ritardo.

L’analisi dei pagamenti per dimensione aziendale sottolinea la puntualità delle micro realtà, virtuose nel 39,3% dei casi, le quali però, per assurdo, detengono anche il primato di ritardi gravi, con l’11,4% di fatture saldate oltre il mese di ritardo. Situazione opposta per le grandi realtà: virtuose solo nel 15,4% dei casi, ma anche raramente in forte ritardo (5,1%). Performance positive per le piccole imprese, che abbinano un tasso di puntualità poco più basso di quello delle micro (37,3%) a una ridotta percentuale di ritardi gravi (6,4%). Situazione intermedia infine per le medie imprese, con il 28,8% di operatori puntuali, ma con il più basso numero di imprese gravemente ritardatarie, pari al 4,8%.

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