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Gaffe razzista per la Dove: poi le scuse e il ritiro della pubblicità

Un'altra gaffe razzista che rischia di pesare sull'immagine della Dove, la nota marca di prodotti per l'igiene personale.

Un’altra gaffe razzista che rischia di pesare sull’immagine della Dove, la nota marca di prodotti per l’igiene personale. Era già successo che il marchio facesse indignare per i suoi messaggi neanche tanto nascosti di sbiancamento o schiarimento della pelle. E ora un nuovo spot che ha fatto indignare tanti e ha costretto la dove a scusarsi.

Già perché di nuovo la pubblicità cerca di valorizzare un sapone lasciando intendere di essere in grado di sbiancare una ragazza nera. Perché nero, secondo la filosofia di Dove, non può essere “normale”.

dove razzista

L’ultima campagna pubblicitaria di Dove è stata studiata per la mirata diffusione su Facebook. Una sequenza di immagini. Nella prima, una sorridente ragazza nera con indosso una maglietta marrone. Nella seconda, la ragazza fa per sfilarsi la t-shirt. Nella terza la maglietta marrone, tirata verso l’alto, copre il volto della ragazza, iniziando a rivelare un secondo capo di colore bianco. Alla quarta immagine, il colpo di scena: via la maglietta marrone, resta una ragazza bianca in t-shirt bianca. La sequenza si conclude con la ragazza bianca che, una volta spogliatasi del tutto, rivela tratti asiatici.

Il finale della storia viene percepito come un tentativo di depistaggio, uno strategico trucco per smussare lo shock del passaggio dal nero al bianco. Obiettivo in parte riuscito, perché nell’infuriare delle accuse a Dove di razzismo, sui social non sono pochi quanti più candidamente hanno interpretato il messaggio pubblicitario come quello di “un sapone indicato per tutti”.

Ma ormai la frittata era fatta e Dove ha comunque ritirato la campagna, con tante scuse a chi si sia ritenuto offeso. Il punto è che già nel 2011 e nel 2015 il marchio era finito sotto accusa per promozioni simili.

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