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Aruba a Ponte San Pietro, all’inaugurazione l’astronauta Guidoni parla dell’uomo su Marte

Venerdì 6 ottobre il colosso dell'informatica ha ufficialmente aperto i battenti in provincia di Bergamo: quello inaugurato a Ponte San Pietro è il polo più grande d'Italia e d'Europa

“È stato aperto il più grande cloud data center d’Italia ed il più grande in Europa in possesso di Aruba”. Così Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba, ha aperto l’inagurazione del Global Cloud Data Center Aruba di Ponte San Pietro, che si è tenuta nella mattina di giovedì 5 ottobre.

Al taglio del nastro, oltre all’ad del colosso informatico, hanno preso parte il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il presidente della provincia Matteo Rossi, l’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi ed il vicesindaco di Ponte San Pietro Matteo Macoli in compagnia di tutta l’amministrazione comunale.

Il polo appartenente ad Aruba sarà composto da cinque data center, di cui il primo, Data Center A di 10000 m2 è già attivo e può ricevere una potenza pari a 15 MW. Esso è diviso in 10 sale da 1000 m2 ciascuno e contiene uffici e laboratori utilizzabili da addetti e clienti della multinazionale fiorentina.

A celebrare l’apertura del nuovo polo informatico una due giorni piena di incontri fra giovedì 5 e venerdì 6 ottobre, con conferenze, tour dell’azienda e show.

Aruba

Fra le numerose manifestazioni proposte, nella mattinata di venerdì si è tenuta una conferenza sull’industria 4.0 a cui hanno preso parte esperti del settore quali Paolo Battarino (Chief Information Office Nexive), Piergiorgio Grossi (Chief Information & Digital Transformation Officer Ducati), Scott Overson (General Manager Industry Solutions Group EMEA), Alberto Bullani (Country Manager Vmware Italia) e Lorenzo Giuntini (responsabile ingegneria Aruba).

Nell’incontro si è parlato di nuove frontiere dell’industria 4.0, basata sul progresso tecnologico in ogni settore industriale; e dei vantaggi che essa può portare (fra gli esempi la possibilità di cambiare luogo di spedizione postale nel caso di Nexive o nuovi metodi di progettazione da parte di Ducati), ma anche di istruzione e preparazione degli studenti. Su questo tema i relatori si sono visti concordi sul fatto che è necessario una preparazione dei futuri lavoratori flessibile e adatta al cambiamento: “Se un’azienda non pensa di poter cambiare, nel giro di cinque anni essa si troverà fuori dal mercato e, alla base di un’azienda ci sono delle persone, quindi occorre cambiare la loro mentalità” ha spiegato Grossi, mentre Bullani ha aggiunto: “Cerchiamo persone che siano curiose ed in grado di adattarsi ad ogni eventualità. Agli studenti serve una forte preparazione di base e che sappiano cambiare in base a quello che richiede il mercato, così che siano pronti a tutto”.

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Sempre nella mattinata di venerdì si è tenuto anche un incontro con l’astronauta Umberto Guidoni, primo europeo ad entrare nella Stazione Spaziale nel 2001, che ha raccontato la esperienza sullo Space Shuttle ed ha fatto un grande annuncio: “Nel 2020 si terrà il primo test per portare l’uomo su Marte, ma bisogna considerare che sarà un viaggio lungo, visto che durerà almeno due anni, di cui sei mesi in andata e sei per il ritorno”.

Con lo sbarco di Aruba a Ponte San Pietro, Bergamo e la sua provincia ha ottenuto un grande polo informatico, un’eccellenza italiana che potrebbe diventare un traino per l’economia lombarda e nazionale.

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