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“Ritardi, disservizi e abbonamenti salati: noi pendolari siamo stanchi”

Giulia Testa, giovane studentessa bergamasca, alle prese con i ritardi e i disservizi della tratta Bergamo-Milano di Trenord

Ogni mattina un pendolare si alza e sa che deve chiedere a Dio la pazienza, perché, se chiede la forza, potrebbe compiere qualche atto illecito verso il sistema ferroviario Trenord.
Fuor di metafora, per quanto vale, noi pendolari vogliamo urlare a gran voce: SIAMO STANCHI. Due parole molto semplici, quasi inefficaci, forse abusate ma che, a quanto pare, non potranno mai sparire dalle nostre labbra. SIAMO STANCHI di svegliarci la mattina e non sapere mai se riusciremo ad arrivare al lavoro o in università.

Qualche esempio semplice. 6 ottobre 2017. Si arriva a Ponte San Pietro alle 6.45/6.50, assonnati e quasi apatici. Si viene a scoprire che il treno delle 7 non esiste. Cosa è successo? Boh non si sa. Annuncio vocale: c’è un guasto alla stazione di Arcore. Quindi quando passa il prossimo treno? Boh non si sa. “Ritardi fino a 60 minuti”. Bene, ci tocca andare al lavoro in macchina. Oppure aspettare che un treno passi in super ritardo, perché non hai nessuno che può portarti in università in macchina. Allora in preda alla rabbia vuoi capirci qualcosa di più: controlli sull’applicazione Trenord e scopri che da Carnate a Milano Porta Garibaldi non transitano treni  e nessuno sa perché.
Qualche punto per completare il quadro.

Esattamente un anno fa Trenord ha avviato un collasso del sistema, per cui non è esistito UN SOLO GIORNO in cui tutti i treni della linea Bergamo-Milano Porta Garibaldi fossero puntuali. Ad ogni orario era possibile partire in ritardo o accumularne durante il tragitto. Le motivazioni possono essere le più svariate. Le persone che non pagano il biglietto e che viaggiano illegalmente devono essere letteralmente buttate giù dal treno alle varie stazioni. Peccato che i poveri controllori non hanno i mezzi per farlo, perché, checché ne dica l’azienda, NON CI SONO guardie giurate che tutelino questi lavoratori e i pendolari da eventuali violenze. Capita di dover assistere a scene tristi, di controllori che fermano il treno, scendono, chiamano i carabinieri, e noi tutti lì ad aspettare che qualcuno arrivi a riportare l’ordine. Intanto le decine di minuti passano. Oppure, cosa ancora più triste, capita che le porte del treno non si chiudono. Si prova, si riprova, si spegne il treno, lo si riaccende. Le porte non si chiudono. Il treno non parte. E anche così passano i minuti. Il ritardo si accumula. Ma il capotreno non può farci niente, perché il treno non l’ha costruito lui. D’altronde io, studentessa 22enne, sto viaggiando sugli stessi treni su cui viaggiava mio padre alla mia età. Ad occhio e croce direi che un’attrezzatura di 30 anni, forse, è un po’ obsoleta per i viaggi del 2017.

I pendolari bergamaschi si aspettavano uno sconto sugli abbonamenti mensili per la primavera 2017, perché l’azienda è solita effettuare una sorta di “rimborso spese” dopo mesi di disagi. Nulla di tutto ciò. Anzi, nel periodo di giugno 2017 abbiamo assistito ad altre follie e altre prese in giro. Qualche esempio: era stata promessa la “carrozza rosa”, ovvero un vagone dotato di telecamere di sicurezza per “le povere fanciulle che rischiano violenze”. Grazie tante: mai viste queste carrozze e, oltre tutto, sarebbe il caso di mettere in sicurezza TUTTO IL TRENO, non elemosinare briciole che non siete neanche in grado di seminare. Poi, l’azienda ha venduto un’immagine di sé innovativa e all’avanguardia: peccato che i treni puliti, tirati a lucido, scintillanti, profumati, con bagni larghi 4 m2 sono presenti solo sulla tratta Bergamo-Milano Centrale, e neanche ad ogni ora del giorno.
Il famoso sconto per il rimborso spese è arrivato, dopo un anno di carestia, sul mensile di ottobre 2017 ed è pari al 30% di sconto. Viene da chiedersi se ciò significa che avremo un servizio pari al 70%, perché ottobre è iniziato da una settimana e personalmente ho già viaggiato su 5 treni in ritardo. Se calcoliamo che vado in università 5 giorni a settimana, direi che la media è, ancora una volta, quella di un treno in ritardo al giorno. Come volevasi dimostrare, non c’è mai un giorno dove tutto fili liscio con Trenord.

Torno a dire, siamo stanchi. Siamo stanchi di pagare un DISSERVIZIO. Trenord, Regione Lombardia, la sapete una cosa? Il servizio si paga. Il disservizio NON SI PAGA. Un esempio semplice. Le studentesse che stamattina da Ponte San Pietro non potevano andare a Milano Porta Garibaldi si sono recate a Bergamo per andare a Milano Centrale: hanno dovuto pagare 5 euro di biglietto per quella tratta. Teoricamente sarebbe colpa VOSTRA, care Trenord e Regione Lombardia, se abbiamo dovuto cambiare tratta. Non dovremmo essere noi a pagare il SECONDO TRENO, sareste voi a doverci assicurare il primo – per il quale abbiamo pagato eh, sia chiaro!
Voglio riportare un ultimo episodio, personale e, credo, unico nel suo genere, ma rappresentativo della FOLLIA che sta alla base dell’azienda Trenord.

Era un giorno di inizio aprile 2017. Alla stazione di Bergamo inserisco il mio Carnet da 10 viaggi nella macchinetta obliteratrice, quella grigia e verde. Questa bestia tecnologica mi mangia tutto il carnet, senza restituirmelo più. Chiedo allo sportello Trenitalia se sia possibile darmi una mano, visto che su quel carnet avevo ancora 7 corse – la cui perdita equivaleva a buttare via 12 euro. Mi viene risposto: “Noi non possiamo aprire la macchinetta che è in gestione a Trenord. LA PRENDA A PUGNI”. Per non essere presa per pazza, ho chiesto gentilmente ai vigilantes della stazione di darmi una mano e, poveri diavoli, si sono impegnati davvero in questa follia, ma il mio carnet è rimasto esattamente dov’era. In data 12 aprile 2017 mi sono recata allo sportello Trenord di Treviglio, dove mi hanno sommersa di cartacce, promettendomi un rimborso spese. Che non è mai giunto. Questa mattina ho nuovamente sollecitato Trenord, inviando la varia documentazione.
Dove finiscono i nostri soldi? In disservizi e cartacce.

Commenti

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  1. Scritto da CANOR

    Hai ragione, fanno schifo! E’ una gestione vergognosa che continua almeno dagli anni 90, quando il sottoscritto andava all’università a Milano. Anche oggi uso molto i trasporti pubblici per lavoro: funziona tutto bene tra il resto d’Europa e Milano. Poi, per la tratta Milano-BG sembra di andare nel Far West!!!! Ogni volta mi girano i C******ni!!! Le personse responsabili di organizzare questo servizio devono vergognarsi e dovrebbero avere il coraggio di andare in stazione a BG a chiedere scusa ai viaggiatori.