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Povia pronto al maxi-tour in Bergamasca, ma l’Anpi insorge: “Un fascista non è il benvenuto”

Il catautore sarà sui palchi di Treviglio, Villa d'Almè, Bariano, Leffe e Fiorano al Serio. La sezione provinciale e quella dei Colli di Bergamo lo attaccano: "Ha definito i partigiani 'assassini', la sua presenza è sgradita"

Tra le trentacinque date che fino al 25 marzo 2018 porteranno Giuseppe Povia in giro per l’Italia spiccano i tanti eventi che vedranno il cantautore fare tappa in provincia di Bergamo. Da Treviglio giovedì 19 ottobre a Fiorano al Serio venerdì 15 dicembre. In mezzo i concerti-conferenza di Villa d’Almè sabato 28 ottobre (durante l’iniziativa benefica “Arte Sport Solidarietà” ideata anche per ricordare Yara Gambirasio), di Bariano venerdì 3 novembre e di Leffe giovedì 16 novembre.

Una presenza, quella del cantante milanese classe 1972, che ormai non passa inosservata. Già, perché Povia negli ultimi anni – e, in modo particolare, negli ultimissimi mesi – si è messo in mostra sui social per le proprie posizioni vicine all’estrema destra. Posizioni che l’hanno di fatto reso una sorta di influencer su Facebook e, più precisamente, che gli hanno permesso di conquistare quella porzione del mondo del web occupata da antivaccinisti, sentinelle in piedi, attivisti no-euro e nemici delle multinazionali e del complotto generico, dei quali è divenuto l’indiscusso paladino.

Il suo ultimo disco, programmaticamente intitolato “Nuovo Contrordine Mondiale”, contiene canzoni dai titoli piuttosto suggestivi come “Chi comanda il mondo?”, “Debito pubblico”, “Siamo italiani”, “Job act”, “Io non sono democratico” e anche “Era meglio Berlusconi”.

Nelle date di Treviglio e Fiorano Povia sarà affiancato dall’avvocato Gianfranco Amato, uno dei più ferventi animatori del movimento “anti gender” autore di libri come “Gender (d)istruzione” e “Omofobia o eterofobia?”, sospeso dall’Ordine di Giornalisti nel marzo scorso; mentre a Bariano il cantautore vincitore del Festival di Sanremo nel 2006 accompagnerà con la sua musica l’esposizione da Diego Fusaro, giovane filosofo anch’esso “anti gender” convinto e già conduttore del programma “Cronache Marxiane” su Radio Padania.

Povia

Nelle scorse settimane si è parlato molto di Povia per il concerto in programma il 23 settembre a Trezzano sul Naviglio annullato a causa delle proteste dell’Anpi locale che convinsero l’amministrazione comunale a far cancellare l’evento. La cosa non è andata giù al cantautore milanese che, una volta appresa la notizia, ha postato insulti contro l’associazione e, da lì, iniziato una personale crociata contro i partigiani, più volte definiti “assassini”.

Anche per questo la sezione Anpi provinciale e quella dei Colli di Bergamo hanno diramato un comunicato stampa con il quale hanno voluto esprimere tutta la loro amarezza nell’aver letto il nome di Povia tra gli ospiti dell’evento di Villa d’Almè, il prossimo 28 ottobre.

“Abbiamo appreso con profonda delusione – si legge nel testo – che la ormai consueta iniziativa benefica ‘Arte Sport Solidarietà’ che si terrà a Villa d’Almè presso il teatro Serassi il prossimo 28 ottobre avrà tra i suoi ospiti un personaggio che si distingue da tempo per i suoi comportamenti e le sue dichiarazioni razziste e negazioniste – in una parola: fasciste – oltreché per il suo livore nei confronti della nostra associazione. Ci dispiace che tale sgradita presenza, nei luoghi dell’eroica Brigata Partigiana ‘Val Brembo’ comandata da don Antonio Milesi ‘Dami’, possa essere associata a enti e associazioni che si distinguono per la loro attività solidale e accogliente. Ricordiamo che le partigiane e i partigiani, che l’individuo in questione ha osato definire ‘assassini’, hanno dato la loro vita perché anch’egli godesse della libertà e della democrazia; tra loro ci sono anche Angelo Gotti e i dieci martiri di Petosino. All’odio dei più distratti rispondiamo con l’invito a leggere la Storia e a frequentare i libri; alla coscienza di tutti chiediamo di non abbassare la guardia di fronte a qualsiasi rigurgito nazifascista”.

Commenti

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  1. Scritto da stefano b.

    un seguace di Pansa che decontestualizza dal periodo azioni volontarie a rischio della propria vita senza alcun beneficio personale, mentre gli altri si nascondevano dietro le persiane a sbirciare muti.
    i partigiani erano in contatto, sostenuti e armati dalle forze dell’alleanza antinazista, quando e come riuscivano, con lanci di materiale bellico e alimentare da parte dell’aviazione che però non poteva arrivare dovunque. non certo trattati da “bandit” come li chiamavano i nazisti, e oggi i loro seguaci neouncinati. erano spesso abbandonati al loro destino e sacrificati per aprire la strada alle truppe di liberazione che hanno aspettato dal luglio 43 in sicilia, all’aprile del 45 per arrivare a milano e “liberare” l’italia. colpevole ritardo. povia è nella declinazione provenzale di cristiano, un “crètin” da cui il famoso appellativo in tutt’italia. e anche un po’ nazista per quanto citato precedentemente. ma comunque è libero di cantare.

  2. Scritto da CANOR

    Le ideologie sono insidiose e velenose, e strumentalizzate politicamente da entrambe le parti. Chi inneggia alla violenza sbaglia. Ma sbaglia anche chi per 40 anni ha degradato l’Italia, esasperando il Popolo. Quindi, ciascuno faccia l’esame di coscienza, e si metta a lavorare seriamente, NON per il proprio tornaconto ma per il bene comune. Questo è mancato fino ad oggi. Questo è il motivo per cui la gente esasperata dall’inequità si lascia attrarre dall’ideale dell’uomo forte.