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La casa della montagna ad Amatrice: ecco dove sono finiti i soldi che avete donato foto

Dopo la polemica scatenata dalle parole del sindaco Pirozzi sulla mancata ricezione dei fondi raccolti tramite sms solidali, il responsabile nazionale Anpas di protezione civile per mezzi e materiali spiega a cossa sono serviti invece i soldi donati dai lettori di Bergamonews.

“Ad oggi sono arrivati i soldi della solidarietà diretta degli italiani: la gestione degli sms, invece, è stata scandalosa perchè ad Amatrice e Accumoli non è arrivato niente. Le persone intendevano dare un aiuto diretto a quelle popolazioni: il fatto di non indirizzarli là è devastante perchè poi la gente non crede più a niente”: a fine settembre, dal palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha sganciato una vera e propria bomba. Accuse pesanti, e subito rispedite al mittente dalla Protezione Civile, che hanno messo in dubbio la reale destinazione di donazioni che ammontavano a oltre 32 milioni di euro.

Tra i “soldi della solidarietà diretta degli italiani” che il primo cittadino di Amatrice ha ammesso di aver ricevuto, invece, ci sono anche quelli donati dai nostri lettori e da quelli dei quotidiani aderenti ad Anso, l’Associazione Nazionale Stampa Online, che si sono aggregati cammino facendo alla nostra iniziativa lanciata immediatamente dopo il sisma del 24 agosto 2016: quasi semila euro, versati su un conto corrente apposito che è poi confluito nella raccolta nazionale attivata dall’Anpas.

Una sinergia nata dalla conoscenza e dall’amicizia con Battista Santus, presidente della Croce Blu di Gromo e responsabile nazionale Anpas di protezione civile per mezzi e materiali, che ha fatto da raccordo tra le due realtà e che ora spiega esattamente quale progetto è stato finanziato con quei fondi: “Inizialmente eravamo partiti con ‘Amatrice a tempo’ che sarebbe dovuto sorgere dove, durante i giorni di emergenza del terremoto, c’era il nostro campo – spiega – Poi su quell’area, in realtà, il sindaco ha dovuto realizzare un altro progetto finanziato con fondi vincolati e che prevedeva la nascita di un centro di socializzazione e animazione. Così abbiamo virato su un’altra necessità di Amatrice, ovvero un centro per le associazioni”.

Così, in sinergia con il CAI e con Edison (nelle foto anpas.org i primi sopralluoghi ndr), Anpas ha messo a disposizione i 300mila euro raccolti complessivamente per finanziare la “Casa della Montagna” che sarà la sede dalla Sezione Club Alpino Italiano di Amatrice e luogo con funzioni educative e informative: una struttura che, spiega l’Anpas, dovrà essere modulare, antisismica, autosufficiente dal punto di vista energetico e ampliabile nel tempo.

Il responsabile operativo protezione civile Anpas Egidio Pelagatti ha inquadrato bene l’obiettivo: “Una struttura che abbia valenza sul territorio, un presidio funzionale per il volontariato ma anche per gli amanti della montagna. Un presidio che, pur rimanendo comunale, riesce a fungere da riferimento per la formazione e per la prevenzione di protezione civile che, insieme ai partner del progetto, ci impegniamo a portare avanti anche per fare memoria di ciò che è stato e dell’impegno dei tanti nostri volontari intervenuti nel momento dell’emergenza”.

La Casa della montagna sarà un centro polifunzionale dotato di palestra per l’arrampicata, un posta tappa con servizi, una sala conferenze, una biblioteca e una sala espositiva: “Non solo centro essenziale di aggregazione, non solo presidio e rilancio delle terre alte dell’Appennino centrale – ha commentato la vicepresidente generale del Cai Lorella Franceschini – ma modello di condivisione e coesione tra le genti di montagna”.

“È stato molto positivo e significativo che si siano fatte avanti tre realtà in modo congiunto – conclude Battista Santus – Il progetto sta andando avanti, è un’opera di socializzazione aperta a tutti: la sinergia è ottima, Edison si è ressa disponibile per quanto riguarda la parte di impiantistica e tecnologia. È giusto che i lettori che hanno contribuito sappiano che è qui che sono finiti i loro soldi”.

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