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Infortuni sul lavoro, 12 morti nel 2017: vertice in Prefettura foto

Sono 9.395 le denunce da gennaio ad agosto, 475 in più rispetto allo scorso anno. Il Prefetto Margiacchi: "Più formazione, a partire dalle scuole materne"

Sono 12 gli infortuni mortali sul lavoro che da gennaio a ottobre 2017 hanno riguardato la provincia di Bergamo e i lavoratori bergamaschi. In media, più di uno al mese. L’ultimo episodio risale a lunedì 2 ottobre, quando in un cantiere d’Oberwald, nell’alto Vallese, in Svizzera, un operaio di Gromo, Severo Riccardi, di 58 anni, è morto mentre stava installando un manufatto che è ceduto ferendolo a morte (leggi qui).

Bergamo, evidenziano i sindacati, si attesta quest’anno fra le provincie lombarde con il maggior numero di denunce di infortunio: “Sono 9.395 quelle effettuate da gennaio ad agosto, 475 in più rispetto all’annata precedente che fanno segnare un aumento del 5% – spiega Angelo Chiari, Responsabile Sicurezza Cgil Bergamo – I settori più esposti sono quello manufatturiero, chimico, della gomma plastica, meccanico e delle costruzioni. Gli infortuni – conclude – riguardano soprattutto i giovani e i lavoratori assunti a breve”.

Il Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi, nella mattinata di venerdì 6 ottobre, ha convocato un vertice alla quale hanno preso parte i responsabili delle Forze dell’ordine, i Direttori provinciali dell’Ispettorato del Lavoro, dell’INPS e dell’INAIL, i Segretari provinciali della CGIL, della CISL e dell’UIL, rappresentanti della Provincia e dell’Azienda di Tutela della Salute di Bergamo, dell’ANMIL, nonché di Confindustria, Apindustria, ACEB, Associazione Artigiani, Unione Artigiani, CNA e Confcooperative.

Vertice in Prefettura, infortuni sul lavoro

Durante la riunione è emersa da più parti la necessità di una maggiore formazione “sia per datori di lavoro che per i lavoratori – ha affermato il Prefetto di Bergamo – anche se le basi per una cultura della sicurezza andrebbero messe a cominciare dalla scuola materna e via via nei vari livelli d’istruzione, fino all’Università. Il prossimo mese – ha aggiunto il numero uno di via Tasso – ci riuniremo nuovamente per fare il punto della situazione”.

Della stessa opinione anche la Cgil, che spinge per il lancio di una massiccia campagna di sensibilizzazione attraverso media e social network. Secondo CGIL, CISL e UIL “vanno instancabilmente promosse azioni concrete di prevenzione e investimenti su sicurezza e salute da parte delle imprese. Si deve spingere per un’adeguata formazione e per l’utilizzo dei mezzi di protezione individuali. Al lavoratore è necessario ricordare che il primo responsabile della sua sicurezza è lui stesso”.

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