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Cacche dei cani sui marciapiedi: “Malcostume diffuso soprattutto in centro città” foto

Il Comune lancia la nuova campagna di sensibilizzazione sulla pavimentazione della città, ma non è l'unico gesto di inciviltà col quale fare i conti. Per rendersene conto basta dare un occhio ai dati della società Aprica

Dai bisogni dei cani lasciati in strada ai mozziconi di sigaretta gettati a terra: quanto tempo si impiega ogni anno per ripulire il tutto e fare piazza pulita? Un’idea possono darla i dati forniti da Aprica, società che gestisce la raccolta rifiuti a Bergamo, quotidianamente alle prese con piccoli e grandi gesti di inciviltà da parte dei cittadini.

Partendo proprio dalla pulizia e il lavaggio dei marciapiedi dai ‘ricordini’ lasciati dagli amici a quattro zampe, il fenomeno – si legge nel report fornito dalla stessa società – pare essere “diffuso su tutto il territorio comunale con maggiore frequenza soprattutto nel centro città”. Dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, sono state 102 le ore impiegate complessivamente per questo tipo di operazioni, effettuate attraverso gli appositi automezzi lavastrada (furono 130 durante tutto il 2016 le ore ).

L'hai fatta grossa? Raccoglila

La stessa Aprica riporta che “dall’installazione dei distributori di sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine il fenomeno risulta più contenuto rispetto al passato”. In calo o meno, proprio in questi giorni stanno circolando in rete le prime immagini della campagna di comunicazione (lavabile) che il Comune di Bergamo e la stessa Aprica intendono avviare sulla pavimentazione di alcuni luoghi della città. Il messaggio è chiaro: “L’ha fatta grossa? Raccoglila! – recita lo slogan scelto da Palafrizzoni – È un obbligo ma anche un gesto d’amore verso la tua città”.  “La campagna – ha reso noto l’Assessore all’Ambiente Leyla Ciagà sui social – partirà tra qualche giorno”.

mozzicone

E per quanto riguarda i mozziconi di sigaretta? “Il fenomeno – si evince sempre dal report – interessa soprattutto le aree in prossimità dei locali pubblici” e ha significato per gli operatori 92 ore di lavoro (erano state 100 durante tutto il 2016). Ogni giorno i mozziconi vengono rimossi dagli operatori che effettuano la pulizia manuale delle aree più colpite e dalle spazzatrici durante i percorsi programmati.

Altra piccola grande piaga sono gli atti vandalici che prendono di mira i cestini sparsi per la città: quest’anno sono stati fino ad ora 80 quelli danneggiati (110 nel 2016) e 15 quelli che incendiati (30 nella scorsa annata). Un numero, quest’ultimo, che tende a concentrarsi soprattutto nel periodo di Capodanno, quando non è raro che vengano fatti esplodere petardi all’interno dei contenitori. In tutto sono state 50 le ore dedicate alla loro sistemazione (70 nel 2016).

cestini

Nulla in confronto a quelle dedicate alla raccolta dei sacchi e delle borsette abbandonate abusivamente in prossimità dei cestini, spesso strabordanti di rifiuti: ben 800 (1.100 nel 2016). Ci sono poi casi in cui manifesti e locandine particolarmente adesivi, per non parlare delle scritte con bombolette spray, possono rendere necessaria la sostituzione degli stessi. Un’eventualità, questa, che si è verificata in 150 occasioni da gennaio a settembre (proprio come durante l’intero arco dello scorso anno): 55 le ore complessivamente impiegate per la loro pulizia e sostituzione (75 nel 2016).

“Fonte di grande dispendio di energie e mezzi”, riporta Aprica, è inoltre rappresentata dall’abbandono di riviste e volantini su strade e marciapiedi. Un fenomeno che si verifica “soprattutto in centro ed in prossimità delle scuole” e che “determina una percezione negativa da parte dell’utenza rispetto al grado di pulizia della città”. Le operazioni di spazzamento, raccolta e smaltimento hanno impiegato gli operatori per oltre 305 ore (superando così le 300 di tutto il 2016).

siringhe in città

C’è infine il problema, tutt’altro che secondario, dell’abbandono di siringhe su suolo pubblico. Stando ai riscontri della società che gestisce la raccolta rifiuti, si tratta di “un fenomeno esteso su tutto il territorio comunale” che ha comportato oltre 193 ore di lavoro tra la raccolta, il trasporto e lo smaltimento (nel 2016 furono 200). Quelle che vedete nella foto sono state ritrovate nel sottopasso di via Gavazzeni, vicino alla stazione di Bergamo, a pochi passi da studenti e pendolari.

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