BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

BergamoScienza

Informazione Pubblicitaria

A BergamoScienza Paolo Lamberti e Stefano Ciafani raccontano i progressi dell’industria chimica

Protagonisti del dibattito il presidente di Federchimica ed il direttore generale di Legambiente, che hanno mostrato i progressi compiuti dall’industria chimica negli ultimi anni

La chimica è spesso vista come un settore industriale inquinante ed incompatibile con l’ambiente, una produzione pericolosa e restia al cambiamento. Un settore criticato, ma che possiede molti aspetti positivi e lontani dalla tradizionale opinione comune. Di questo si discusso all’incontro “Chimica oltre il luogo comune: l’impegno delle imprese nello sviluppo sostenibile”, evento organizzato dai gruppi industriali chimici di Confindustria Bergamo e tenutosi al BergamoscienzaCenter di viale Papa Giovanni XXIII nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre all’interno delle iniziative proposte in occasione del festival scientifico “BergamoScienza”.

Protagonisti del dibattito il presidente di Federchimica Paolo Lamberti ed il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani, che hanno mostrato i progressi compiuti dall’industria chimica negli ultimi anni e le prospettive future che essa potrà raggiungere.

Come si diceva in precedenza, a differenza di quello che si può pensare, l’industria chimica ha puntato sullo sviluppo sostenibile e sulla capacità di ridurre l’impatto ambientale al minimo, come mostra il presidente di Federchimica Lamberti nella sua relazione: “Rispetto all’industria chimica di sessant’anni fa, oggi essa è cambiata completamente. La maggior parte delle industrie che fanno parte della nostra federazione investe sull’innovazione, basandosi sulla sostenibilità nei tre punti che compone essa: la sostenibilità economica, la sostenibilità sociale e la sostenibilità ambientale. Partendo dalla prima, prima di progettare un prodotto, occorre capire quanto esso possa costare per mantenere al minimo l’impatto sull’ambiente e se possa esser sostenuto economicamente. A quel punto l’industria chimica investe sull’istruzione e sulla formazione di professionisti in grado di lavorare in totale sicurezza, senza creare problemi, così da ottenere una buona sostenibilità sociale, ed a quel punto si progetta il prodotto in maniera tale da ottenere il minimo impatto ambientale, partendo dalla scelta delle materie prime fino ad arrivare al prodotto finale”.

Incontro BergamoScienza

Il processo di rinnovamento dell’industria chimica in chiare di rispetto ambientale non è stato sempre lineare, anzi, spesse volte è stato contrastato dalle stesse aziende come dimostra il direttore generale di Legambiente Ciafani: “Negli anni Sessanta in Italia esisteva un’altra mentalità, dove la necessità principale era quella di industrializzare il paese e dare lavoro al paese indipendentemente da dove fossero posti gli stabilimenti chimici e dagli effetti che essi potessero produrre. Nel corso degli anni la situazione è cambiata, si è iniziato a comprendere quali danni sull’ambiente gli stabilimenti potessero causare, così checome Legambiente abbiamo più volte chiesto un rinnovamento degli impianti inadeguati partendo dalla riconversione della produzione, passando per il rinnovo del prodotto fino alla bonifica del luogo. Solo nei casi più gravi siamo stati costretti a chiederne la chiusura, ma ciò è avvenuto solo in mancanza di un possibile recupero in quanto riteniamo sia fondamentale preservare l’apertura degli impianti quando possibile per evitare la perdita di posti di lavoro. Nonostante tali proposte (fra le quali anche la legge sugli eco-reati, presentata per la prima volta nel 1994 ed approvata solo nel 2015) avrebbero potuto aiutare le stesse aziende, molti imprenditori ci hanno avversato. Durante questo periodo siamo stati lasciati soli da molti, con alcune aziende che ci sostenevano in via privata per non esporsi e rischiare scontri con altre, ma con l’approvazione della legge sugli eco-reati e con l’attuazione del rinnovo di alcuni stabilimenti le aziende in salute hanno ottenuto grandi vantaggi ed una possibilità per esser competitivi anche all’estero”.

Nel corso degli anni l’industria chimica si è modificata e ha raggiunto l’obiettivo di produrre rispettando il più possibile l’ambiente, ma ciò che non cambia è l’idea in possesso dall’opinione pubblica. Su questo aspetto sia Lamberti che Ciafani concordano sulla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica e trovano una soluzione comune: “L’industria chimica deve lavorare maggiormente lavorare sulla comunicazione. Occorre mostrare tutto ciò che si è fatto di buono in questi anni, altrimenti con il silenzio si rischia di vanificare il tutto nel momento in cui capitino degli incidenti, che, come in ogni settore, possono accadere”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.