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Tre rapine, porto abusivo di armi e resistenza a pubblico ufficiale: 20enne in manette

Gli episodi che hanno portato all'arresto si sono verificati nel gennaio scorso in centro a Bergamo, dove avevano destato parecchio allarme sociale

Martedì sera i carabinieri di Treviglio si sono presentati in carcere a Bergamo ed hanno notificato ad un marocchino 20enne clandestino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Bergamo per più imputazioni: tre rapine aggravate commesse su persone, porto abusivo di armi improprie e resistenza a pubblico ufficiale.

Al 20enne sono state contestate una serie di rapine violente su persona consumatesi, in sequenza, a fine gennaio scorso, in pieno centro a Bergamo. L’indagine dei militari dell’arma nasce nello specifico dall’arresto del 20enne, avvenuto il 5 febbraio scorso nel territorio di Ghisalba, dopo un rocambolesco inseguimento fatto dai carabinieri. Dopo quell’arresto il magrebino venne quindi ristretto presso il carcere di Bergamo e patteggiò poi una pena di 3 anni di carcere. Successivamente, però, scattarono le indagini da parte degli investigatori dell’arma di Martinengo in collaborazione con i militari di Treviglio, partendo, in particolare, dal telefono cellulare trovato in possesso di tale soggetto all’atto del relativo arresto. Da qui ne derivò un complesso ed articolato lavoro investigativo che ha così permesso di accertare altri gravi fatti reato poi contestati dalla Procura della Repubblica di Bergamo al 20enne, il tutto conclusosi infine con l’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere in riferimento.

Le contestazioni degli inquirenti riguardano in particolare:
· Alle 2 di notte del 21 gennaio scorso, a Bergamo in via Lochis, il 20enne, armato di coltello ed in parte travisato, sotto minaccia, si impossessò del portafoglio di un uomo e della borsetta della donna in compagnia di questi, per poi darsi alla fuga.
· Alle 05.30 di notte sempre del 21 gennaio scorso, a Bergamo, in una zona centrale della città, l’extracomunitario aggredì una donna, strattonandola violentemente e spingendola addirittura contro un cancello sino a farla cadere a terra, sottraendole nella circostanza la borsetta che la vittima aveva con sé, contenente al suo interno il telefono cellulare, soldi contanti e documenti vari.
· Poco dopo la mezzanotte del 23 gennaio scorso, a Bergamo in via Baioni, il 20enne, insieme ad altri complici, si impossessò di un’autovettura in uso a giovane, sottraendogli anche nella circostanza il telefono cellulare. Sotto la minaccia di una bottiglia di vetro, brandita come una vera e propria arma, lo straniero in menzione sottraeva, oltre all’apparecchio telefonico, anche le chiavi dell’autovettura della vittima, un’utilitaria parcheggiata lì nelle vicinanze, colpendo altresì con un pugno un’altra persona in quel momento in compagnia dell’aggredito, al fine di sottrargli il denaro che lo stesso aveva con sé. Quella stessa notte, con l’auto rubata, il magrebino si portò nella Bassa Bergamasca e da qui nacque un inseguimento a tutta velocità con una gazzella del “112” del nucleo di Treviglio che interessò i comuni di Ciserano e Canonica d’Adda. In quell’occasione, il magrebino riuscì però a darsi alla fuga, ponendo in essere condotte di guida pericolose ed irregolari, circostanza anch’essa contestata dalla Magistratura Bergamasca con un’ulteriore contestazione fatta allo straniero in ordinanza per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Fondamentali nelle indagini durate complessivamente alcuni mesi sono stati i riconoscimenti fatti successivamente presso gli uffici dei Carabinieri da parte delle persone offese, oltre ovviamente ai riscontri investigativi tradizionali e tecnici minuziosamente raccolti.

All’epoca dei fatti gli episodi criminosi in riferimento avevano destato parecchio allarme sociale nel capoluogo orobico. Sono inoltre tuttora in corso altri accertamenti per identificare ulteriori possibili complici del 20enne, che si vedrà quindi a questo punto protrarre la propria carcerazione.

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