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Sviluppo e innovazione: all’Esperia presentata la scuola 4.0 fotogallery

Sabato 30 settembre ha avuto luogo alla Sala Bergamo Time "museo in progress" - all'interno dell'Istituto Tecnico Pietro Paleocapa - la cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico 4.0.

Sabato 30 settembre ha avuto luogo alla Sala Bergamo Time “museo in progress” – all’interno dell’Istituto Tecnico Pietro Paleocapa – la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 4.0. L’evento, organizzato dall’Ufficio Scolastico Territoriale in collaborazione con alcuni Istituti Scolastici di Bergamo, ha visto anche la presenza dell’Accademia della Guardia di Finanza, dell’Amministrazione Provinciale, del rettore dell’Università di Bergamo prof. Remo Morzenti Pellegrini, di parlamentari ed assessori.
Da segnalare anche la presenza del vescovo Francesco, che ha posto l’accento sull’importanza e sul ruolo degli insegnanti: se è vero che al centro della scuola ci sono e ci saranno sempre gli studenti e i giovani, è giusto però ricordare che attorno a loro è necessaria la presenza degli insegnanti. Al riguardo, il vescovo ha detto: “Ogni strumentazione, anche la più raffinata, non sarà mai allo stesso livello degli insegnanti”.

Il tema della giornata, infatti, era l’adozione anche a livello scolastico di metodologie didattiche innovative che permettano agli studenti, una volta terminati gli studi, di poter vivere e lavorare in un mondo che ora più che mai sta subendo profondi cambiamenti per merito dell’innovazione tecnologica.

Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, ha posto un interrogativo molto pertinente: di cosa ha bisogno il cittadino 4.0? La stessa direttrice Graziani ha poi risposto: “Stiamo dotando i ragazzi di una cassetta che gli permetta di muoversi nel mondo in cui viviamo”.
Una cerimonia molto interessante che ha fatto emergere l’importanza di un’educazione all’innovazione; un’opportunità, per me che ho trascorso i primi due anni di superiori all’Esperia, di tornare all’interno della mia vecchia scuola. Un ritorno molto piacevole, che mi ha permesso di rimettere piede in quella che per un paio di anni è stata la mia seconda casa, e che allo stesso tempo mi ha permesso di vedere i cambiamenti che l’Esperia ha subito mentre io ero al Falcone.

La Sala Bergamo Time dove ha avuto luogo la conferenza non era ancora stata allestita quando io ero uno studente del Paleocapa: ai miei tempi, i corridoi per andare dall’edificio del biennio alle palazzine erano un posto triste, che sembrava non avesse nulla da dire; ora, grazie al riempimento degli spazi e alla realizzazione di un murales lungo tutta la parete, è stato creato un ambiente in sintonia con il resto dell’edificio.
Ripercorrere le scale che ogni giorno salivo di fretta – sì, ero spesso in ritardo – è stata un’emozione unica, che ha riportato in vita tutti i miei ricordi vissuti all’interno di quelle mura: compagni, professori, risate, momenti di tensione, la mia aula… Tutti ricordi piacevoli che hanno lasciato dentro di me un’orma di ciò che qui ho vissuto; orma che, però, ho scoperto di aver lasciato anche io all’interno di questa scuola, visto che nello scendere le scale ho incontrato la mia ex professoressa di matematica che mi ha riconosciuto.

È stato davvero qualcosa d’inspiegabile poter tornare a distanza di tre anni all’Esperia: mi ha fatto tornare in mente il piccolo-me che ero, i sogni che avevo, la vita che vivevo… Mi ha ricordato che, nonostante io ora abbia fra le mani un diploma di maturità conseguito al Liceo Falcone, una parte di me è ancora seduta in quel banco dell’aula 3.14 a ridere e scherzare con i compagni mentre i professori cercavano di far lezione. In fondo, l’Esperia te la porti dentro, sempre…

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