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Stefano, bergamasco a Las Vegas: “Dopo l’attentato c’è tanta paura nell’aria”

Stefano, 24enne di Zanica, era da poco arrivato in città quando l'attentatore ha colpito durante un festival di musica country: “Io sono tranquillo ma qui sono tutti spaventati”.

“Ho lasciato i bagagli nel college dove alloggio e sono uscito per fare un giro: fortunatamente solo a piedi perchè se avessi preso un taxi sarei andato sicuramente in centro nella zona del Casinò”: Stefano Bertoli, 24enne di Zanica, era appena arrivato a Las Vegas quando si è scatenato il finimondo. 

In Italia erano circa le 8 del mattino quando un sospetto, pare dal 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel, ha aperto il fuoco con un’arma automatica sulla folla che stava assistendo al Route 91 Harvest Festival, concerto di musica country: il bilancio, ancora provvisorio, parla di 50 morti e oltre 200 feriti mentre la polizia di Las Vegas ha riferito di aver ucciso l’assalitore, un residente in città che avrebbe agito da solo.

“La mia fortuna è stata non prendere il taxi – spiega Stefano, a Las Vegas per un progetto lavorativo – Mi trovo a 3 chilometri dal centro, l’alloggio si affaccia proprio sulla strada principale che è stata chiusa dopo l’attentato: a tre ore di distanza ancora si sentono le sirene di polizia e ambulanza che transitano a tutta velocità”.

La scena dei soccorsi è stata la prima che si è presentata agli occhi di Stefano appena uscito di casa: “Sono uscito giusto per una passeggiata e ho visto tantissime macchine della polizia sfrecciare sulla Strip – continua – Mi hanno spiegato che c’era appena stato un attentato, a un chilometro di distanza da dove mi trovavo. Io ero già stremato dal viaggio, sono rientrato a casa e sono tutti svegli e spaventati”.

stefano bertoli

Per Stefano (nella foto sopra prima di partire per gli Usa), invece, non è stato un grande spavento e nulla cambierà dei suoi piani di viaggio: “Sono qui per frequentare una scuola di barman con uno dei migliori interpreti della professione al mondo – racconta – Mi fermerò almeno tre mesi: io sto bene, sono tranquillo anche per i prossimi giorni. Nell’aria avverto tensione e paura, magari qualcosa cambierà sulla libertà di muoversi o ci saranno controlli più stretti”.

A proposito di sicurezza, durante il suo viaggio Stefano ha toccato con mano quella di due aeroporti statunitensi, quello di New York e quello di Las Vegas: “Sono stati minuziosi, mi hanno controllato ovunque. Il volo New York-Las Vegas è partito con molto ritardo, ci hanno tenuti un’ora e mezza fermi sulla pista ma non credo per ragioni di sicurezza”.

Ascolta le sue parole:

(foto @LasVegasFD)

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