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Cisl: “Mobbing e violenze in un bar del centro, 10 donne senza lavoro”

La denuncia choc di alcuni ex dipendenti raccolta dal sindacato. La Procura indaga

“La violenza contro le donne è un aspetto raccapricciante in ogni situazione. Nell’ambiente di lavoro assume, se possibile, caratteri ancora più odiosi, perché presuppone una sorta di ricatto per il mantenimento dell’occupazione e crea rapporti assolutamente patologici tra colleghi”. Queste le parole di Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl Bergamo, nel raccontare la drammatica vicenda legata a 10 lavoratrici di un bar del centro di Bergamo, ora al centro di un’inchiesta coordinata dal pm Carmen Pugliese.

Una vicenda estremamente delicata, secondo le ricostruzioni del sindacato fatta di mobbing, violenze e vessazioni. “Dieci donne hanno preferito lasciare il lavoro piuttosto che continuare a lavorare in un’azienda e con colleghi che non conoscono le regole basi del rispetto, per non dire del codice penale” commenta Citerio, che ha dato incarico ai legali del sindacato di perseguire i responsabili delle accuse delle lavoratrici, che si sono rivolte in via Carnovali per vedere riconosciuti i propri diritti di lavoratrici e di donne.

I fatti risalirebbero a meno di due mesi fa: secondo i racconti che le lavoratrici hanno fornito a Monica Olivari, operatrice sindacale di Fisascat, da parte di uno dei colleghi del locale vi sarebbero state delle avance sempre più insistenti, “non richieste né gradite”, sfociate poi nella violenza sessuale vera e propria denunciata da una di loro. Sempre secondo il sindacato, a nulla sarebbero valse le richieste di aiuto rivolte ai titolari del locale.

Il sindacato ha anche coinvolto la Consigliera di parità della provincia di Bergamo, Isabel Perletti, in relazione al caso di una lavoratrice vittima di molestie sessuali. In virtù delle funzioni antidiscriminatorie, la Consigliera ha convocato il datore di lavoro presso il proprio ufficio al fine di porre soluzione ai fatti gravi inerenti alle molestie sui luoghi di lavoro. La convocazione disertata dal datore di lavoro ha avviato una procedura di tutela legale della lavoratrice.

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