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Alitalia e banche pesano sui conti di Antonio Percassi

Andrea Giacobino dedica un approfondito articolo su Antonio Percassi e le sue aziende pubblicato nell'inserto "Affari&Finanza" di Repubblica, in edicola lunedì 2 ottobre.

Andrea Giacobino dedica un approfondito articolo su Antonio Percassi e le sue aziende pubblicato nell’inserto “Affari&Finanza” di Repubblica, in edicola lunedì 2 ottobre. 

Aerei e banche pesano sui conti di Antonio Percassi, imprenditore bergamasco attivo soprattutto nel business della cosmesi con Kiko e dei centri commerciali e outlet.
Qualche giorno fa, infatti, Percassi, ex calciatore e attualmente presidente dell’Atalanta, ha attinto alle cospicue riserve di oltre 132 milioni di euro della sua holding Odissea per coprire le perdite del 2016 di 20,8 milioni in significativa controtendenza rispetto all’utile di 106 milioni dell’esercizio precedente, peraltro determinato dalla maxiplusvalenza di 112 milioni realizzata cedendo per 164 milioni il 35% della Kiko alla lussemburghese Sagittarius 75 di Stefano Percassi, figlio di Antonio e consigliere di Odissea, contestualmente al dividendo straordinario di 19,5 milioni che la stessa Kiko ha erogato alla holding prima  della cessione della quota.

Il passivo civilistico del 2016 è invece tutto dovuto alle svalutazioni pari a 21 milioni che hanno colpito anzitutto per 15 milioni la quota dello 0,6 per cento in Alitalia-Cai che risulta così azzerata dopo la procedura di amministrazione controllata, per 3 milioni un pacchetto di azioni del Banco Popolare e per 2,2 milioni la partecipazione in Billionaire Italia Couture, jointventure del marchio omonimo al 50% assieme a Philippe Plein e che vede Flavio Briatore nel board.

La quota del 65% residua in Kiko, in carico a 96,4 milioni, è interamente il pegno alle banche creditrici che nel dicembre 2014 finanziarono l’azienda per 152 milioni.

Le svalutazioni citate incidono anche sul bilancio consolidato, che ha chiuso in perdita per 29 milioni rispetto al profitto di 93 milioni del 2015. I conti di gruppo indicano però una crescita a livello di fatturato visto che i ricavi, anno su anno, salgono da 616 a 732 milioni con un ebitda che progredisce da 71 a 83 milioni. Il miglioramento è dovuto al comparto cosmesi perché i ricavi del gruppo Kiko sono saliti da 505 a quasi 600 milioni con un numero di punti vendita passato da 761 a 980 e un ebitda in avanzamento da 55,8 a 58 milioni.
Nelle altre attività retail che hanno fatturato 75 milioni (60 milioni nel 2015) con un ebitda di 2,8 milioni (2,3 milioni), l’anno scorso ha visto il contratto in esclusiva sul territorio nazionale dei prodotti a marchio Lego e l’avvio della relativa rete di vendita. Parallelamente sono stati razionalizzati i brand in portafoglio, con la chiusura delle reti di vendita di Polo Ralph Lauren e Ferrari, mentre è continuato lo sviluppo dei network coi marchi Victoria’s Secret e Body Works. Il tutto per 1.053 punti vendita, di cui 92 nella cosmesi, 37 nel franchising, 9 nelle calzature e accessori, 11 gli articoli da regalo e oggettistica varia (DMail) e 4 nel food&beverage.

All’interno dei ricavi trovano spazio i 54,7 milioni di euro delle attività calcistiche dell’Atalanta, costituiti principalmente (36,4 milioni di euro) da proventi televisivi, oltre ad un milioni circa di attività immobiliari esercitate attraverso la subholding Stilo Immobiliare.

A proposito dell’Atalanta, la controllante la Dea ha visto il 2016 chiudersi con un mini-utile rispetto alla perdita di quasi 2 milioni dell’anno precedente.
Il food & Beverage, che ha un fatturato di 2,7 milioni, è un settore in espansione perché oltre ai marchi Da 30 Polenta, il gruppo – tramite la Percassi Food & Beverage – commercializza anche i brand Piadineria e Caio oltre a quello, in esclusiva, del gigante americano del caffè Starbucks che a fine 2018 aprirà come annunciato un grande spazio proprio nel centro di Milano.
Con un attivo di oltre un miliardo e un patrimonio netto di 367 milioni, Odissea ha 623 milioni di euro di debiti di cui quello verso banche anno su anno sono saliti da 180 a 267 milioni di euro, un incremento dovuto per 12,6 milioni al maggior tiraggio degli affidamenti in essere per sostenere lo sviluppo soprattutto nei settori retail e Food & beverage mentre nel medio-lungo periodo termine sono stati rimborsati per 33,3 milioni.

E questo spiega perché la posizione finanziaria netta a debito è peggiorata anno su anno da 239 a 295 milioni, in un anno in cui sono stati fatti investimenti per 96 milioni concentrati soprattutto nell’ampliamento e miglioramento della rete di vendita Kiko e nell’acquisizione dei diritti pluriennali dei calciatori dell’Atalanta.
Senza dimenticare che Antonio Percassi ha anche diversificato in un altro sport, il golf, comprando nel 2016 dal fallimento il complesso immobiliare del campo a 9 buche che “Ai Colli di Bergamo” di Longuelo, con un esborso totale di circa 5 milioni di euro.

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