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Sarpi, il ginnasio come valore identitario di un’intera comunità

Continua a far discutere la nuova denominazione delle classi del liceo ginnasio statale Paolo Sarpi.

Continua a far discutere la nuova denominazione delle classi del liceo ginnasio statale Paolo Sarpi.
La questione è molto semplice: il Dirigente Scolastico ha comunicato la propria univoca decisione di eliminare le vecchie denominazioni IV ginnasio, V ginnasio, I, II, III liceo sostituendola con 1 ginnasio, 2 ginnasio, 3, 4 e 5 liceo.

La decisione ha acceso un pubblico e interessante dibattito che, partito da argomentazioni burocratiche, con finalità di semplificazione amministrativa, ha poi preso una piega normativa, con riferimento ad un Decreto del Presidente della Repubblica, con sfumature educative (il rispetto appunto della legge).
Tutto vero e legittimo.
Ma non completo né definitivo. In primo luogo la norma è sfumata: il primo biennio mantiene la denominazione di ginnasio – dice il DPR in questione -, ma non è detto in alcun luogo che la numerazione da 1 a 5 debba sostituire quella tradizionale IV, V, I, II, III; ma soprattutto è mancata, e continua a mancare una riflessione di tipo culturale. E non solo di cultura organizzativa, ma in senso più ampio, nel senso cioè di cultura come riconoscimento di una identità e di un ruolo nella storia.

Un’organizzazione, anche un’organizzazione scolastica, ha una propria cultura, fatta di artefatti e simboli, condivisa a livello implicito e spesso anche esplicito dai propri membri: questi aspetti sono di estrema importanza perché determinano strategie, obiettivi e modi di agire. Il liceo Sarpi, scuola di antiche origine, in cui in più di un caso gli insegnanti sono anche ex studenti, ha una profonda e radicata cultura di questo tipo. E’ certamente vero che ogni organizzazione deve essere capace di modificarsi, adattandosi al contesto territoriale, alle sue richieste, ma spesso alcune organizzazioni riescono in un adattamento esterno per cui la loro cultura si integra nell’ambiente con il quale interagiscono in virtù del fatto che quella cultura è sentita dalla comunità di riferimento come depositaria di valore avallati da una tradizione condivisa. Del resto uno dei principi essenziali del sistema educativo di istruzione e formazione è appunto “il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale ed alla civiltà europea” (Legge 53/2003).

Mi sembra questo il caso del Liceo Sarpi di Bergamo: la cultura dell’organizzazione scolastica, i suoi simboli e più di tutto ovviamente la formazione spirituale e morale impartita, che trova nel ginnasio greco il suo modello e la sua rappresentazione ideale, costituiscono un importante aspetto della cultura di un territorio, di un ampio gruppo di uomini, che del Liceo Ginnasio Statale Paolo Sarpi riconoscono l’identità e il ruolo di punto di riferimento per una solida formazione in una società oggi liquida e mutevole.
Ecco perché un elemento immateriale e apparentemente di secondo piano come la denominazione “quarta ginnasio” è potente simbolo dal profondo valore culturale e identitario di un’intera comunità, non solo scolastica; e come tale ineliminabile, a meno che il fine non sia quello di una banale semplificazione burocratica e di una riduttiva omologazione culturale.