La testimonianza

Diario di un’estate da bagnino: “Un’esperienza per diventare grandi”

"Consiglierei a tutti i miei coetanei di aggiungere questa bella opportunità alla propria lista", parola di Giuseppe Alberti, classe 2000

L’attività che durante questa estate mi ha richiesto più tempo e dedizione, ma che allo stesso tempo mi ha dato più soddisfazioni, è stato l’impegno come ‘assistente bagnanti’ nella Piscina Italcementi di Bergamo.
Oltre all’aspetto economico, o comunque inerente all’occupazione del tempo libero, che altrimenti sarebbe totalmente “immerso” nell’ozio, un altro vantaggio è l’aspetto sociale di questo lavoro. E’ davvero bellissimo conoscere tantissime nuove persone, poter parlare con buona parte di esse, gente di tutte le età e di tutte le provenienze, turisti che abitano dall’altra parte del mondo e anziani che non si sono allontanati più di tre chilometri dalla città.

Inoltre, per i più giovani, me compreso, può essere la prima vera esperienza lavorativa, ci si abitua a rispettare degli orari, si è sottoposti ad un contratto, si richiede di seguire un regolamento e, cosa più importante, ci si sente responsabili (in realtà lo si è veramente) di tutto ciò che accade sotto la propria supervisione, si cresce e si matura notevolmente. Bisogna ovviamente essere preparati, sapere esattamente cosa fare in ogni situazione possibile e non, e assolutamente non sottovalutare quello che si fa. Per molti il lavoro del bagnino può sembrare un passatempo, quasi un hobby, e sotto certi aspetti lo è; è raro che qualcuno si dedichi unicamente a quello nella vita, ma non per questo bisogna pensare che chi se ne occupa lo ritenga una cosa di poco conto, tanto per impiegare il tempo.

Chi è addetto alla supervisione della vasca è responsabile di tutto ciò che accade, e ha il principale compito di prevenire ogni incidente, perciò la negligenza viene pagata pesantemente.
Per chiunque se lo stesse chiedendo bisogna iscriversi ad un corso di quattro ore a settimana per quattro mesi, al termine del quale si sarà preparati fisicamente e soprattutto mentalmente a risolvere situazioni di pericolo, anche esterne all’ambiente piscina.
Molti ragazzi che attaccano bottone, con cui scambio volentieri due chiacchere, mi domandano spesso in cosa ci si prepara, cosa viene richiesto, a che tipo di esame e valutazione ci si sottoporrà a fine corso. Rassicuro tutti dicendo che non si tratta di nulla di impegnativo, ovviamente c’è da studiare, ma anche con un minimo di voglia si impara tutto tranquillamente; la cosa su cui gli istruttori premono spesso è quella di non sottovalutare mai ciò che si fa, altrimenti è tutto inutile.

Consiglierei a tutti i miei coetanei di aggiungere questa bella opportunità alla propria lista, perché incredibilmente formativa e, a parer mio, responsabilizza e rende maturi, inoltre può essere un bel modo per mettere da parte qualche guadagno e iniziare a diventare autonomi.

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