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Treviglio

Polemica sulla strada bianca e la ghiaietta a Castel Cerreto

"E' stata eseguita un grossolana fresatura del getto e lasciato in loco il ghiaietto di risulta - afferma la capogruppo del PD Laura Rossoni in un post sui social network - l'effetto sarà di breve durata".

Continua a far discutere la “strada bianca” realizzata a Castel Cerreto nell’ambito del progetto dell’AgriMuseo Orizzontale. Dopo le polemiche dei giorni scorsi legate alla “colata di cemento” lungo tutto il chilometro della ex mulattiera che collega via Canonica a via Contessa Piazzoni, ecco che questa volta l’attenzione si sposta sui recenti lavori effettuati sul manto della piccola via campestre.

Recentemente il collegamento ha subito alcuni lavori di fresatura superficiale, con la parte superiore della copertura che è stata asportata e sminuzzata andando a creare un’effetto ghiaia decisamente più gradevole alla vista, specialmente se si pensa a un passaggio come questo legato direttamente al nuovo museo “a cielo aperto” dedicato all’agricoltura e presentato solo pochi giorni fa alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura Giovanni Fava (leggi).

La cosa non è passata certo inosservata agli occhi di parte della minoranza trevigliese, già sul piede di guerra per via dei materiali utilizzati per realizzare questa opera, ritenuti troppo invasivi e non aderenti al progetto. In questo caso però l’accusa è stata mossa verso questa nuova operazione svolta sul viottolo che passa nelle vicinanze dalla storica cascina Pelesa.

“E’ stata eseguita un grossolana fresatura del getto e lasciato in loco il ghiaietto di risulta – afferma la capogruppo del PD Laura Rossoni in un post sui social network – l’effetto sarà di breve durata in quanto il transito se pur limitato a qualche mezzo agricolo e le intemperie provvederanno al dilavamento. È anche un intervento potenzialmente pericoloso per chi transita in bicicletta perché il cemento graffiato grossolanamente incide sulla stabilità del velocipede. Voler far passare questo lavoro come recupero di strada campestre, è pura fantasia, si poteva fare meglio, con minor spesa e soprattutto utilizzando materiali naturali e drenanti.

Dello stesso avviso il consigliere di minoranza Erik Molteni – Lista Molteni Sindaco -, il quale, solo pochi giorni fa, aveva redatto e firmato, in collaborazione con la collega Cristina Ronchi, un’interpellanza da portare al prossimo consiglio comunale di martedì 26 settembre legata proprio a questa strada da poco riqualificata: “Ho saputo di questi lavori di fresatura domenica, mi aspettavo quantomeno in questi giorni una nota scritta da parte dell’amministrazione comunale in merito. Vorremmo capire esattamente cosa stanno facendo. C’era un bando di un certo tipo, che non è stato rispettato in quanto prevedeva l’utilizzo di pietra di Zandobbio al posto del calcestrutto utilizzato, ora invece dal nulla si mettono a fresare la superficie. Ci piacerebbe innanzitutto sapere dove vogliono andare a parare, magari mettendo al corrente di cosa stanno facendo i comitati di quartiere e i cittadini, inoltre vorremmo anche scoprire chi sta prendendo queste decisioni”.

Sull’argomento pronta la risposta dalla maggioranza, con lo stesso assessore alla qualità della città Basilio Mangano che rispedisce le accuse al mittente e su quanto realizzato spiega: “L’impasto superficiale del materiale è stato realizzato con cemento e ciotoli in modo che col tempo la parte sovrastante si sgretolasse, rilasciando i piccoli sassolini presenti. Non abbiamo fatto altro che accelerare questo processo andando a “grattare” sulla superficie. Era un intervento già programmato e in linea con il nostro progetto, in questo modo abbiamo realizzato un’effetto ‘ghiaietto’ decisamente gradevole alla vista e che ben si sposa con l’area agricola di Castel Cerreto e con il piano legato all’AgriMuseo Orizzontale che abbiamo da poco inaugurato”.

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