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Profughi: interrogazione al ministro sulle ordinanze dei sindaci leghisti

"Dubbi profili di legittimità nelle ordinanze dei sindaci".

Giuseppe Guerini, deputato bergamasco del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Marco Minniti circa le ordinanze che alcun sindaci leghisti hanno adottato nei loro Comuni contenenti su eccezionali richieste, obblighi e controlli per chi ospita stranieri. Ordinanze che, come spiegato proprio oggi (leggi qui) alcuni prefetti dubitano siano legittime e per questo si sono rivolti all’Avvocatura dello Stato per sollecitarne un parere.

Guerini ritiene che “l’unico obiettivo perseguito dalle ordinanze sia quello di ostacolare i privati cittadini che intendano porre a disposizione propri immobili ad enti gestori di progetti di accoglienza di richiedenti asilo e profughi”. Ed è per questo che chiede al Governo di “valutare se sussistano i presupposti per assumere eventuali ulteriori iniziative normative per disciplinare in modo ordinato e uniforme i requisiti e gli oneri amministrativi e procedurali per adibire immobili a strutture per l’accoglienza di richiedenti asilo, evitando aggravi e imposizioni immotivate”.

La premessa è che: “I sindaci di alcuni comuni della provincia di Bergamo, tra cui Azzano San Paolo, Covo, Palazzago, Alzano Lombardo e altri, assumendo presunti motivi di urgenza connessi al proprio ruolo di autorità sanitaria e di pubblica sicurezza, hanno adottato specifiche ordinanze sindacali (sostanzialmente riproduttive di identici contenuti) con le quali vengono disposti una serie di oneri e obblighi a carico di un numero indefinito di soggetti destinatari qualificati come «proprietari, conduttori o gestori» di beni immobili che possano essere adibiti ad alloggi e strutture per accoglienza di richiedenti asilo”.

Beppe Guerini

Più specificamente, prosegue nell’interrogazione parlamentare, le ordinanze prevedono in capo a proprietari e titolari di diritto reale o di godimento di immobili: l’obbligo di comunicare preventivamente all’amministrazione comunale la sottoscrizione di contratti di locazione o comodato per finalità inerenti l’ospitalità di richiedenti asilo; l’obbligo di comunicare la partecipazione a bandi indetti da qualsivoglia organo pubblico al fine di offrire l’ospitalità già citata, nonché l’obbligo di comunicarne l’esito entro 5 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie; l’obbligo di comunicare, con preavviso minimo di 15 giorni, la sottoscrizione di accordi, contratti e convenzioni con organi ed amministrazioni pubbliche che gestiscono l’ospitalità dei profughi; l’obbligo di presentare i suddetti contratti all’autorità comunale entro 5 giorni dalla sottoscrizione, allegando altresì la certificazione di conformità degli impianti; l’obbligo di comunicare, a mezzo di una relazione a cadenza quindicinale, l’organizzazione interna della struttura.

Decisioni che, secondo Beppe Guerini, presentano dubbi profili di legittimità ed è per questo che si rivolge al ministro.

 

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