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Faccia a faccia, la memoria dei filmati amatoriali riscrive la storia di Dalmine

Recuperare momenti di vita quotidiana attraverso una raccolta di pellicole. A Dalmine parte il progetto “Faccia a faccia. Memoria visiva della città industriale” per la valorizzazione della memoria collettiva.

Per ricordare il passato occorre preservarlo e questo è l’obiettivo che si sono fissati Lab 80 in collaborazione con la Fondazione Dalmine ed il Comune di Dalmine per la creazione del progetto “Faccia a faccia. Memoria visiva della città industriale”. “Faccia a faccia” è un’iniziativa che intende raccogliere film amatoriali e familiari presenti sul territorio ed in possesso dei cittadini dalminesi sotto forma di pellicole per poi digitalizzarle ed inserirle nell’archivio di Lab 80.

“Il progetto nasce da un bando indetto dalla regione Lombardia nuovo rispetto a quelli presentati in passato in questo campo ed esso ci permette di recuperare questo materiale storico e metterlo al servizio di tutti” spiega Sergio Visinoni, responsabile di Lab 80. Esso consiste nella raccolta di pellicole appartenenti a privati ed enti contenenti filmati amatoriali girati fra gli anni ’20 e gli anni ’90 del Novecento riguardanti il territorio di Dalmine e nel successivo recupero del contenuto da parte di Archivio Cinescatti, che digitalizzerà il tutto e lo renderà visibile alla comunità tramite le iniziative dell’associazione.

“Molte persone non riescono più a vedere il contenuto delle pellicole in mancanza di mezzi di riproduzione. Con questo progetto permettiamo loro di tornarlo a fare, digitalizzando il contenuto tramite uno scanner e riproducendolo su un file digitale HD che verrà consegnato loro – afferma Giulia Castelletti, responsabile di Archivio Cinescatti -. Raccoglieremo fra il 25 settembre ed il 24 novembre presso la sede della Fondazione Dalmine pellicole in formato 9,5 mm Pathé Baby, 16 mm, 8 mm o Super8 portateci dalla popolazione, a quel punto valuteremo lo stato del supporto e del contenuto, infine lo digitalizzeremo prima di restituirlo ai proprietari”. La restituzione delle pellicole avverrà a lavori finiti, ma per i proprietari del materiale cinematografico ci saranno due possibilità: “ Al ritiro i proprietari delle pellicole, oltre al file multimediale, potranno scegliere la restituzione totale oppure la donazione, in cui il possessore cede a noi il supporto originale che verrà custodito all’interno del nostro archivio”.

faccia a faccia dalmine

Durante il periodo di raccolta Lab 80 metterà a disposizione il Cinefurgone, una piccola sala cinematografica mobile a due posti posta nel centro di Dalmine su cui sarà possibile prender visione di una parte del materiale appartenente all’archivio della società, in tre occasioni: domenica 1 ottobre, nel corso della manifestazione “Exponi Amo Dalmine”, sabato 21 ottobre e sabato 4 novembre.
Il progetto “Faccia a faccia” è stato sostenuto anche dalla Fondazione Dalmine, che già opera nel settore del recupero di materiale storico legato al territorio : “Come fondazione abbiamo un archivio fotografico contenente immagini legate alla Tenaris e a Dalmine vista come città industriale, ma non siamo in possesso di materiale video, in parte riguardante scene di vita privata – spiega Manuele Tonolini, responsabile della fondazione –. Ci fa piacere metter a disposizione i nostri spazi per la raccolta e la salvaguardia di questi reperti di importante valore storico, anche per poter mostrare la vita nella città di Dalmine sotto un altro occhio”.

faccia a faccia dalmine

A dar man forte all’iniziativa anche il Comune di Dalmine, che nella figura dell’assessore alla cultura ed all’istruzione Paolo Battista Cavalieri si è dichiarato “disponibile a promuovere la raccolta” al fine di “valorizzare la memoria del territorio”.

Parte del materiale del materiale di “Faccia a faccia” verrà censito ed inserito all’interno di un archivio digitale in creazione presso il ministero dei Beni Culturali, che alla fine dei lavori verrà reso accessibile a chiunque voglia prender visione di alcuni spezzoni di vita quotidiana.

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