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Cuneo, fermata banda dedita ai furti in casa: reclutava nel Bergamasco

I malviventi hanno colpito tra il novembre 2016 e il febbraio 2017: su Facebook scherzavano sulla propria "professione", scrivendo di "rubare ai ricchi per dare ai poveri".

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Diciotto furti in casa, una rapina, ricettazione, favoreggiamento di un latitante accusato di tentato omicidio: è questo il ruolino di una banda di 9 persone, tutte di nazionalità albanese provenienti soprattutto dalle province di Milano e di Bergamo, che tra il novembre 2016 e il febbraio 2017 hanno compiuto le proprie scorribande in provincia di Cuneo.

Potendo contare sull’appoggio di due incensurati a Saluzzo, i malviventi hanno esplorato la provincia, spostandosi rapidamente, e sui social network apparivano spregiudicati: uno di loro alla voce “professione” su Facebook scriveva “ladro” mentre un altro aveva preso in prestito il motto di Robin Hood ammettendo “rubiamo ai ricchi per dare ai poveri”.

Fondamentale per risalire agli autori dei colpi l’ausilio della tecnologia, dalle intercettazioni ambientali e telefoniche alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza: la parte cuneese della banda aveva reclutato alcuni connazionali pregiudicati ma residenti nel Bergamasco o nel Milanese, dando loro alloggi e schede telefoniche intestate a prestanome.

Tra i furti in abitazione, sempre con lo stesso modus operandi, gli arrestati si sono resi protagonisti anche di una rapina ai danni di un bar di Villanova Mondovì il 18 gennaio scorso quando avevano minacciato la proprietaria del locale con un manganello di ferro.

In carcere sono finiti L.P., 38 anni, V.U., 32 anni, G.V., 30 anni, S.Z., 30 anni, e S.A., 29 anni, insieme a S.S., 29 anni e fermato per aver violato la normativa sull’immigrazione, e A.P., 29 anni, per ricettazione essendo stato fermato su un furgone diretto verso l’Albania con a bordo oggetti preziosi e tecnologici riconducibili ai furti. Arresti domiciliari per K.H, 24 anni e A.G., 30 anni, unici incensurati.

Il Nucleo Investigativo di Cuneo e il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Saluzzo, che hanno gestito l’operazione coordinati dalla Procura della Repubblica di Cuneo, hanno recuperato e restituito ai legittimi proprietari due veicoli e refurtiva del valore di 40mila euro.

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