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Se volete diventari volontari a Bergamoscienza l’appuntamento è giovedì 21 settembre alle ore 20 presso il Bergamo Science Center a Piazzale Alpini di Bergamo

Cosa significa esser volontario di Bergamoscienza durante conferenze e spettacoli? Per rispondere a questa domanda bisogna rivolgersi proprio a coloro che, nel corso di questi anni, si sono impegnati in questa attività, senza la quale il festival non potrebbe esistere.

Gli intervistati sono accomunati dalla passione per la scienza e dal desiderio di ampliare la propria cultura in ambito scientifico, anche in ambiti non strettamente legati a quello di studio, come ricorda Anna, studentessa in laurea magistrale di “Molecular biotechnology and bioinformatics”. A ciò si aggiunge il lato umano, la possibilità di entrare in contatto con altri ragazzi e ragazze dalle formazioni più distinte, anche filosofia, marketing o lingue orientali, che tuttavia trovano in Bergamoscienza un modo per mettere in gioco le proprie capacità e far parte di un squadra. Come in un team, conferenza dopo conferenza, i legami diventano più stretti e si trasformano in amicizie, lascito più significativo del festival per Stefano Sandrone, ora Teaching Fellow del King’s College di Londra.
Sempre secondo Stefano, l’aspetto che più emoziona è la possibilità di introdurre i relatori, in particolare i premi Nobel, come nel suo caso Eric Kandel e James D. Watson, uno degli scopritori della struttura del DNA.
Su questo concorda anche un volontario di undici anni più giovane, Hao Chen, studente di quinta del Liceo Scientifico Mascheroni, che l’anno scorso ha potuto conoscere ed ascoltare il carismatico Dan Schechtman, premio Nobel per la Chimica nel 2011 per aver scoperto l’esistenza dei cristalli quasi-periodici.
A prima vista un argomento del genere può suscitare un’alzata di spalle e un “ma-cosa-me-ne-faccio-io”, però molte delle storie raccontate dai ricercatori trasmettono un senso di tenacia, dedizione e passione che stupisce e, si spera, influenzi molti.
Hao prosegue precisando: “BergamoScienza mi ha fatto capire che nessuno è migliore di qualcun altro, tutti concorrono a dare, nel meglio delle proprie capacità, il proprio contributo al progresso della Scienza e nel mondo scientifico c’è ancora molto da scoprire.”

Ma quindi di cosa si occupa il volontario?

Nelle conferenze e spettacoli gestisce il pubblico in ingresso e in uscita, oltre ad allestire nel giro di 15 minuti un intero teatro con cuffiette e radioline per la traduzione degli ospiti stranieri, a cui si aggiunge la sostituzione di quelle non funzionanti a conferenza già iniziata. Questa è sicuramente l’attività più temuta, rimarca Anna, che però tiene a far presente a tutti i ragazzi quanto “essere volontario è un modo per far crescere con aiuto concreto un festival che merita.”

Non solo per lei, ma anche per tanti giovani che finora hanno vissuto Bergamoscienza solo da spettatori, questa è la principale motivazione per diventare volontario. Quindi, se volete scoprire anche voi perché partecipare come volontari a Bergamoscienza, non vi resta che venire all’incontro di giovedì 21 settembre alle ore 20 presso il Bergamo Science Center a Piazzale Alpini di Bergamo, a fianco della stazione dei pullman. Lì potrete conoscere in dettaglio le attività del festival che si svolgeranno dal 30 settembre al 15 ottobre in tutta la nostra provincia.

Come consiglia Stefano, il modo migliore per capire perché diventare volontari è partecipare al festival: “Sarà, senza dubbio, una scoperta che vorrete rifare ogni anno”.