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Blocco dei conti, l’ex leader Cgil solidale con la Lega: è polemica

Luigi Bresciani esprime solidarietà alla Lega Nord circa la decisione dei giudici di bloccare i conti: la presa di posizione è apprezzata dal segretario provinciale del Carroccio Daniele Belotti e criticata dall'avvocato Roberto Trussardi.

L’ex leader della Cgil di Bergamo Luigi Bresciani esprime solidarietà alla Lega Nord circa la decisione dei giudici di bloccare i conti: la presa di posizione è apprezzata dal segretario provinciale del Carroccio Daniele Belotti e criticata dall’avvocato, fondatore di MicroMega Bergamo, Roberto Trussardi. E su Facebook è dibattito acceso.

Scrive Bresciani: “Voglio esprimere la mia solidarietà al segretario provinciale della Lega Nord Daniele Belotti, ritengo assurdo il blocco dei conti della Lega Nord di Bergamo per le nefandezze di Bossi e figli. Certo mi aspetterei una qualche critica nei confronti di chi, in base alla sentenza di primo grado di un tribunale, sembra abbia sottratto al partito centinaia di migliaia di euro”.

E lui, Belotti, commenta: “Stavolta mi hai sorpreso. Grazie mille, davvero. Riguardo a chi, dall’interno, ha approfittato della Lega, abbiamo già fatto pulizia noi. E ti posso assicurare non è stata indolore”.

Ma Trussardi non ci sta: “Dunque, caro Bresciani, tu hai un credito di qualche milione di euro (o di mille euro il concetto è lo stesso) con Fiat. Però ad un certo punto l’amministratore delegato di Fiat viene sostituito. Ne deduci che il tuo credito è (come dici) ‘assurdo’ e rinunci ad esigerlo? E ancora, se Marchionne sottrae fondi dalla cassa sociale senza che la società abbia minimamente apprestato strumenti per verificarlo o impedirlo, la società non ne dovrebbe rispondere solo perché poi, a vicenda già ‘scoppiata’ ha sostituito l’amministratore delegato? Il creditore è gabbato comunque? Complimenti per il civismo! La lega è una associazione (lascio perdere l’aggettivazione per eleganza) ma il concetto è il medesimo. Nel caso di specie, tra l’altro si trattava di denaro pubblico. Se fosse stato un tuo finanziamento in qualità di azionista Fiat e l’AD avesse rubato i TUOI soldi l’avresti pensata nello stesso modo?”

Le due posizioni trovano sostenitori: un altro ex uomo di punta del sindacato, Giovanni Barbieri concorda con Bresciani e si dice “convinto che le colpe siano personali e, sequestrare beni e risorse ad una intera comunità non mi pare la via giusta per fare giustizia”.

Mentre il liberale, ex assessore, Valter Grossi è più in sintonia con Trussardi: “Credo che i partiti quando ricevono soldi pubblici debbano essere sottoposti a regole trasparenti e che la responsabilità non possa essere individuale, pertanto obbligato rispondere in solido qualora si verifichino irregolarità, distrazioni e ammanchi. Purtroppo la cornice normativa è volutamente lacunosa e di fatto garantisce una specie di zona franca, per me inaccettabile”.

Il botta e risposta continua. Ed è interessante.

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