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Treviglio presenta l’AgriMuseo Orizzontale: bellezza, storia e mobilità dolce

Realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia che attraverso un bando ha messo a disposizione ben 100 mila euro, prevede l'allestimento di un percorso, da affrontare a piedi o in bicicletta, che partendo dalla torre civica cittadina si sposta verso le aree agricole della città di Treviglio e in particolare nelle frazioni della Geromina e di Castel Cerreto.

Scoprire e valorizzare le bellezze e la storia delle zone rurali trevigliesi, incentivando inoltre la mobilità dolce. Sono questi i principali obiettivi dell’AgriMuseo Orizzontale presentato nella giornata di venerdì 15 settembre a Treviglio.

agrimuseo treviglio

Realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia che attraverso un bando ha messo a disposizione ben 100 mila euro – sui 165 mila totali del progetto -, questa iniziativa prevede l’allestimento di un percorso, da affrontare a piedi o in bicicletta, che partendo dalla torre civica cittadina – in cui è già da tempo allestito il Museo Verticale – si sposta verso le aree agricole della città di Treviglio e in particolare nelle frazioni della Geromina e di Castel Cerreto.

Lungo tutto il percorso, della lunghezza di circa 8 chilometri, sono stati posizionati una serie di totem interattivi e ben 14 cartelloni informativi in cui sono installati dei particolari dispositivi con tecnologia IBeacon capaci di interfacciarsi con gli smartphone – sia Android che Apple – in cui è stata installata la nuovissima applicazione AMOTreviglio, sviluppata dalla società Studio Base2, con la quale sarà possibile avere accesso a ulteriori informazioni, sia video che audio, inerenti la storia e la cultura agricola della città.

Oltre che per la cartellonistica e i totem parte dei fondi sono stati destinati per la riqualifica di alcuni passaggi ciclopedonali tra cui la vecchia mulattiera che collega via Canonica – all’altezza della famosa Cascina Pelesa – a via Contessa Piazzoni che ora sarà percorribile in tutta sicurezza da pedoni e ciclisti, magari proprio mentre seguono il percorso culturale previsto dall’AgriMuseo.

“Museo Verticale ed AgriMuseo Orizzontale costituiscono un sistema museale integrato – afferma l’Assessore alla cultura Giuseppe Pezzoni – raccontano entrambi, nello spazio vissuto e non artificiale di un edificio costruito per mettere in mostra altro, la storia di una comunità, il suo evolversi ma soprattutto le sue radici. Sono musei “nuovi” nella concezione perché raccontano, e l’AgriMuseo lo fa in modo ancora più marcato, non solo la storia nello spazio ma la storia dello spazio, integrando così il tempo, quello che tutti noi associamo al concetto di storia, all’ambiente, all’habitat, di cui anche noi siamo parte”.

Dello stesso avviso anche il consigliere comunale con delega all’agricoltura Alessandro Ciocca che afferma: “Grazie all’AgriMuseo recuperiamo i percorsi rurali, valorizziamo la storia e le tradizioni del territorio e consolidiamo la nostra vocazione agricola”.

“Abbiamo scelto di sostenere un progetto lungimirante – afferma soddisfatto l’Assessore regionale all’Agricoltura Giovanni Fava, intervenuto durante la presentazione del progetto – tutto questo va nella direzione di recuperare e valorizzare la tradizione agricola di questo territorio, e lo abbiamo fatto usando delle modalità assolutamente innovative, quella appunto del museo orizzontale. Sicuramente per noi si tratta di una scelta adeguata”.

In merito al progetto nei giorni scorsi si erano sollevate alcune polemiche da parte di Legambiente Bassa Bergamasca e dai comitati di quartiere. Oggetto della diatriba proprio il nuovo collegamento nato dalla riqualifica della mulattiera di via Canonica. Diverse, infatti, le lamentele pervenute e legate alla scelta di riqualificare la strada, della larghezza di circa tre metri e della lunghezza di circa un chilometro, utilizzando calcestruzzo e cemento al posto di materiali quali ghiaietto o calcestre – ampiamente diffusi nella realizzazione di questo tipo di tracciati – decisamente meno invasivi e ritenuti più consoni ad un progetto legato alla valorizzazione del verde e del patrimonio agricolo locale. Pronta la risposta dell’amministrazione comunale che rispedisce le critiche al mittente precisando che la decisione di utilizzare tali materiali, decisamente più robusti e solidi, è nata soprattutto dall’esigenza di evitare il veloce deterioramento o la rottura del nuovo manto a causa del passaggio di macchinari agricoli, molto frequente nella zona.

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