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Sotto il monte

Le Poverelle lasciano Ca’ Maitino che ospitò Papa Giovanni: “Questa casa resti un luogo di pace”

Monsignor Claudio Dolcini, parroco di Sotto il Monte: “Le suore avevano chiesto al vescovo di esser sostituite nella gestione della casa. Abbiamo cercato di farle rimanere, ma questa volta la decisione è definitiva”

Si respira aria di cambiamento a Sotto il Monte, dove dal prossimo 25 settembre le suore Poverelle lasceranno Ca’ Maitino,– la Casa che Papa Giovanni definiva il più bel luogo di riposo e di pace – dopo 57 anni di accoglienza dei pellegrini . La notizia era nell’aria da tempo, come dichiara monsignor Claudio Dolcini, parroco di Sotto il Monte: “Le suore avevano chiesto al vescovo di esser sostituite nella gestione della casa. Abbiamo cercato di farle rimanere, ma questa volta la decisione è definitiva”.

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La decisione, particolarmente sentita anche dai pellegrini, nasce a causa della mancanza di vocazioni e dell’età media sempre più alta delle suore. Tutto ciò ha costretto la Congregazione a fare questa scelta. Una posizione che ha colpito in particolare le custodi di Ca’ Maitino, come ci racconta suor Gabriella Lancini, responsabile della comunità: “La presenza delle suore a Ca’ Maitino ha mantenuto quel clima di casa, tanto caro a papa Giovanni. Qui i pellegrini vengono per confidare i propri problemi e sentirsi accolti da noi. C’è chi viene a chiedere di pregare affinché ottenga un lavoro; a tre di loro è giunta la telefonata di conferma di un nuovo posto proprio mentre si trovavano qui. C’è chi viene a condividerci la gioia per una malattia superata, per un bimbo nato dopo averlo tanto atteso, per una relazione ristabilita dopo lunghi rancori… Non importa chi ci sostituirà, ciò che conta è che si porti avanti la missione che tanto stava a cuore a Papa Giovanni: “fare di questa casa un luogo di edificazione e di pace”.

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Dalla fine di settembre le quattro suore presenti a Ca’ Maitino svolgeranno il loro servizio in altre case della Congregazione, mentre la custodia del luogo evangelico passerà nelle mani della parrocchia di Sotto il Monte: “Il vescovo ce l’ha affidata anche per mantenere il controllo dell’edificio sul territorio – afferma monsignor Dolcini -. Ora speriamo nell’aiuto di volontari, magari anche provenienti da fuori Sotto il Monte poiché, per quanto possa esserci una grande volontà fra i nostri abitanti, loro soltanto non bastano a mantener aperti tutti i luoghi di culto presenti sul nostro territorio”.

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