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Villaggio degli Sposi, 522 firme contro le nuove rotte; Gori attacca Enav e Arpa

I residenti del quartiere chiedono "l'immediata revoca". Il sindaco di Bergamo punta il dito sulla responsabilità degli enti che hanno dato il via libera

Le rotte aeroportuali non smettono di far discutere. In queste ore, i residenti del Villaggio degli Sposi dovrebbero consegnare al sindaco di Bergamo Giorgio Gori 522 firme per chiedere alla Giunta “l’immediata revoca delle nuove rotte aeree” e “il ripristino delle condizioni precedenti alla modifica delle stesse”. Le firme sono state raccolte da Roberto Mazzoleni, residente del quartiere, con l’aiuto del Consigliere comunale della Lega Nord, Alberto Ribolla.

“Si tratta di introdurre un gran numero di atterraggi di aeromobili e di moltiplicarne il decollo a pochi metri dai tetti delle case del quartiere – riportano i firmatari – atterraggi mai avvenuti da ovest prima d’ora, anche in piena notte. La conseguenza è un inquinamento acustico e ambientale altissimo, un cambiamento profondo delle condizioni di vita dei cittadini residenti”, nonché “un crollo del valore delle case”.

Nel frattempo, all’indomani dell’audizione in Regione Lombardia sul tema delle rotte, nel corso della quale è emerso che gli aerei in decollo da Orio al Serio non rispettano i tracciati prescritti a causa di impedimenti di carattere tecnico, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori punta il dito sulla responsabilità degli enti che hanno dato il via libera alla sperimentazione.  “Rotte non volabili? Enav aveva garantito il contrario. Ed Arpa a sua volta ha fatto confusione”.

Rotte aeree

Secondo il primo cittadino “la scelta della Commissione si è basata su due pareri, quello di Enav – cui spettava la verifica dell’effettiva praticabilità delle rotte ipotizzate, in particolare della nuova PRNAV – e di ARPA, l’Agenzia regionale per l’ambiente, incaricata di stimare il beneficio delle nuove procedure in termini di impatto ambientale. Bene: ENAV ha assicurato che la PRNAV era volabile (diversamente la sperimentazione non avrebbe potuto essere avviata), ed ARPA ha stimato che le nuove rotte avrebbero ridotto di oltre 2.500 unità il numero di persone esposte a più di 60 Decibel medi. Attenzione però: il tracciato della seconda rotta di decollo verso ovest – la 220, in asse con la pista – che ARPA ha mostrato in varie occasioni ai membri della Commissione, e su cui si è quindi basata la proposta avanzata dal Comune di Bergamo, era nettamente diverso da quello che è stato poi prescritto per le procedure di decollo”.

“Per chiarezza – continua Gori -: il tracciato illustrato in commissione escludeva il sorvolo del Villaggio degli Sposi, di Treviolo e di Lallio, mentre quello poi indicato nelle prescrizioni di volo passa esattamente sopra questi abitati. ARPA si è giustificata dicendo che quello illustrato era il tracciato “nominale” della rotta 220, mentre quello applicato sarebbe il tracciato “reale”, su cui sono comunque state costruite le stime sull’impatto ambientale. Fatto sta che in entrambi i casi – la PRNAV per presunte difficoltà tecniche che contraddicono le assicurazioni fornite da ENAV, la 220 per un inspiegabile differenza tra “nominale” e “reale” – ciò che sta accadendo nei cieli sopra la città e i comuni vicini non è quello di cui la Commissione è stata informata e su cui per mesi si è confrontata”.

Gori, che giovedì al Pirellone ha anche chiesto nuovamente lo stop ai voli notturni, sottolinea nuovamente la necessità della sospensione delle nuove rotte: “La sperimentazione, così eseguita, non porta da nessuna parte. ENAC, che per legge ha il compito di mettere in atto ogni dispositivo utile a ridurre il numero delle persone esposte a più di 60 Decibel, dovrebbe sospendere la sperimentazione ed impegnarsi a presentare quanto prima una nuova proposta sulle rotte – purché attendibile e poi effettivamente realizzabile – che porti all’effettiva riduzione dell’impatto acustico sul territorio”.

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