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G7, referendum e anti-terrorismo: troppe incognite, la festa di via Maj rischia di saltare fotogallery

Dopo 21 edizioni evento in forse. L'Associazione via Maj: "Troppe spese per blocchi di cemento e sicurezza, i conti devono tornare anche per noi"

Di solito la si festeggia intorno alla seconda o, al massimo, la terza domenica di ottobre. Nella via, chiusa appositamente al traffico, si passeggia tra i negozi di vicinato e le bancarelle piene zeppe di prodotti tipici, accompagnati da musica, giocolieri, saltimbanchi ed esposizioni di vario genere. C’è poi l’immancabile castagnata, il cui ricavato viene devoluto in beneficenza.

Stiamo parlando della festa di via Maj. Una festa che quest’anno, per svariati motivi, “rischia di saltare” dopo 21 edizioni.

Le ragioni? “Troppe incognite – fa sapere Romano Solari, gestore del Bar Portici e presidente dell’associazione via Maj -. Come da tradizione, stiamo lavorando all’organizzazione della festa dal mese di marzo, pensando alle date del 15 o 22 ottobre, ma quest’anno pare che il via libera delle istituzioni sia destinato a non arrivare“.

Questioni di sicurezza. Il giorno 15 l’allerta sarà massima in quanto la città ospiterà il summit dell’agricoltura alla presenza del Ministro Maurizio Martina e dei ministri delle politiche agricole di vari paesi; mentre il 22 sarà la volta del referendum per l’autonomia della Lombardia, con il liceo Secco Suardo (sito proprio in via Maj) adibito a seggio.

A questo punto, pare che si stia cercando di trovare un accordo per la domenica successiva, quella del 29 ottobre, sempre che gli attori e le associazioni coinvolti siano ancora disponibili a presenziare. Novità potrebbero arrivare a giorni.

Le problematiche, tuttavia, non finirebbero qui: “Le nuove disposizioni in materia di sicurezza ci impongono di acquistare a nostre spese i plinti di cemento antiterrorismo – prosegue Solari -. Questi devono bloccare nove punti d’accesso, dalla via dal semaforo di Piazza Sant’Anna a quello di viale Papa Giovanni. Una spesa – conclude – non certo indifferente, che non siamo certi di poter sostenere. L’impegno per garantire la festa – chiarisce Solari – sarà ovviamente il massimo, ma i conti, alla fine, devono tornare anche per noi”.

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