BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

I Centri Antiviolenza Donne: regolamenti regionali lesivi dei nostri diritti

Tra i centri in protesta c'è anche Aiuto Donna di Bergamo

Più informazioni su

I Centri antiviolenza della Lombardia sono in protesta contro la Regione che sta imponendo regolamenti considerati lesivi dei metodi di lavoro dei centri e anche della privacy delle donne che vi si rivolgono. Tra i centri in protesta c’è anche Aiuto Donna di Bergamo.

La violenza contro le donne non accenna a diminuire mentre l’autonomia d’azione ed economica dei Centri Antiviolenza viene sempre più limitata dalle scelte politiche che Regione Lombardia vuole imporre. Da oltre 30 anni, i Centri Antiviolenza garantiscono che le donne possano uscire dalla violenza scegliendo in autonomia come farlo, sostenute dalle associazioni competenti che rispettano e tutelano la riservatezza della storia riportata dalla donna e il suo anonimato; non la obbligano ad una denuncia di cui non è né convinta né preparata ad affrontare le possibili conseguenze, senza la garanzia di una sua sicurezza personale e accompagnano la donna seguendo una metodologia che rispetta la sua volontà, valorizza le
sue risorse e i suoi desideri, consentendole di raggiungere i suoi obiettivi.

L’esperienza dei Centri Antiviolenza maturata in 30 anni di lavoro dimostra che l’anonimato delle donne e la segretezza delle loro storie porta un duplice risultato: le donne si aprono
con fiducia e le loro vite non sono messe a rischio. Regione Lombardia, imponendo ai Centri Antiviolenza la registrazione del codice fiscale delle donne contrasta questa modalità di lavoro.

E’ importante anche poter scegliere quando denunciare decidendo i passi del loro percorso: la denuncia, infatti, spesso espone le donne alla vendetta dell’uomo, soprattutto se non si è valutato prima ogni rischio e conseguenza di questa decisione. Regione Lombardia, imponendo alle operatrici dei centri il ruolo di incaricato di pubblico servizio, vanifica il consenso della donna la valutazione informata delle conseguenze della sua denuncia.

Infine i Centri Antiviolenza confermano l’importanza della pratica politica di relazione con le donne, una metodologia riconosciuta anche a livello nazionale (Intesa Stato Regioni) che ha salvato migliaia di donne dalla violenza. Regione Lombardia sta costruendo un albo regionale che accredita anche soggetti che non rispettano questo metodo, vanificando così anni di impegno politico e di risultati raggiunti.

I suddetti centri chiedono alla Regione Lombardia di rispettare la convenzione di Istanbul che prevede che “i diritti della vittima [siano] al centro di tutte le misure e siano attuate [politiche] attraverso una collaborazione efficace tra gli enti, le istituzioni e le organizzazioni pertinenti” (art. 7) ritirando tutte le delibere che contengono imposizioni contrarie alla libertà di scelta delle donne.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.