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Masiello, un muro che sa anche fare gol: il migliore insieme a Gomez

BERISHA 7: Da quello che ha più esperienza internazionale ti aspetteresti sempre di più. Dopo le parate con il Sassuolo una conferma. Quello che serve. Paganini non ripete non vale per lui. Quando serve ci mette anche il piede.

TOLOI 7: Rooney è Rooney malgrado alcool e consorte. Lui lo limita e va anche a cercare gloria in attacco. Finché Koeman lo toglie d’impiccio.

PALOMINO 7: Non teme lo scontro fisico con Calvert Lewin che lo sovrasta in altezza. Impeccabile. Viene da chiedersi come mai (Sartori a parte) nessuno lo avesse scoperto prima.

MASIELLO 8: Genera il corner e sigla il vantaggio. Nella prima mezz’ora ruba la scena agli attaccanti. Il Papu si vendica con un euro gol . Lui risponde bloccando ogni attacco avversario. Superlativo. Abbandona per un lieve colpo.

CALDARA S.V.: dal 77′ al posto di Masiello.

CASTAGNE 6,5: A sinistra sembra adattato. Non rischia e non sbaglia mai. Nel secondo tempo è più in soggezione perché gioca dalla parte di Gasperini.

HATEBOER 6,5: Sicuro a difendere. Si limita nelle discese. Alla fine dalla sua parte non si passa.

FREULER 7: Tiene palla per fare rifiatare i compagni. E spesso gli inglesi rimediano solo mordendogli le caviglie. Quando va al tiro solo la traversa gli nega il gol europeo.

CRISTANTE 7: Tanta corsa. Questa volta rimane lucido anche in zona gol. E quanti palloni recupera.

DE ROON 6: Gasperini lo schiera nella sua posizione preferita. A protezione della difesa. Prestazione oscura anche in qualche passaggio sbagliato.

KURTIC S.V.: dal 82′ al posto di Cristante.

PETAGNA. 7: Non segna ma questa volta apre varchi decisivi ai compagni. Ci prova in avvio di ripresa senza fortuna.

CORNELIUS S.V.: dall’80’ al posto di Petagna.

GOMEZ 8: Non ci sarebbero aggettivi. Alla Totti o alla Del Piero? Semplicemente alla Papu: un gol da cineteca.

GASPERINI 9: Non guarda in faccia a nessuno. Palomino in Europa c’è già stato. Caldaia no. Tatticamente rifila una lezione all’olandese Koeman . Dimostra che in Europa saggezza tattica e preparazione fisica annullano l’esperienza degli avversari.

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