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Dr. Corti Nutrizionista

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L’alimentazione durante la crescita influisce sul tessuto adiposo dell’età adulta

In questo terzo articolo dedicato alla rubrica di bergamonews mostrerò come una scorretta alimentazione durante la fase di crescita può determinare importanti alterazioni cellulari che si ripercuoteranno anche nell'età adulta.

In questo terzo articolo dedicato alla rubrica di bergamonews mostrerò come una scorretta alimentazione durante la fase di crescita può determinare importanti alterazioni cellulari che si ripercuoteranno anche nell’età adulta.

Il tessuto adiposo ha come scopo principale quello di accumulare energia sotto forma di gocce di grasso e, pertanto, è costituito prevalentemente da cellule che funzionano come piccoli magazzini. Queste cellule hanno una capienza massima e quindi, in caso di necessità di stoccaggio maggiore, devono necessariamente aumentare il loro numero e la loro dimensione. Normalmente, durante l’infanzia e l’adolescenza, il numero di queste cellule cresce per poi stabilizzarsi durante la fase adulta. Studi condotti in animali da esperimento hanno effettivamente mostrato come un eccessivo apporto nutrizionale durante la giovane età determini la formazione di un numero di cellule adipose maggiore e, di conseguenza, come questi animali accumulino più grasso nell’età adulta.

È importante, inoltre, sottolineare che il numero di cellule adipose può variare in senso univoco: può crescere, ma non può calare (o cala con una difficoltà estrema). Di conseguenza, un adulto che tenta di ridurre la propria massa grassa attraverso l’esercizio fisico e la dieta finisce con lo svuotare/rimpicciolire le proprie cellule adipose, ma non le riduce di numero. Non appena questo soggetto interromperà la dieta e riacquisirà peso, le cellule adipose si riempiranno di nuovo e addirittura, nel caso in cui il soggetto acquisisca altro peso, nuove cellule saranno prodotte per far fronte alla maggior richiesta di stoccaggio di grasso. Questo soggetto si ritroverà così ad avere un numero di cellule grasse che non ha mai avuto prima e che non riuscirà più a ridurre.

Il corpo fa di tutto per preservare la massa grassa ed è molto complicato remare contro questo principio fondamentale. Ne è prova il fatto che le cellule grasse si ripristinano rapidamente anche dopo interventi di liposuzione. È interessante inoltre notare che la condizione in cui le cellule adipose sono numerose e svuotate, come accade in una persona che ha perso peso, determina un importante aumento dell’appetito.

Chiariti questi concetti, diventa evidente l’importanza di un’alimentazione corretta che miri al controllo della massa grassa e del peso durante la fase della crescita.

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Come capire se un individuo in crescita è sovrappeso?

L’incompleto sviluppo fisico e l’enorme variabilità tra individui della stessa età rendono necessario l’uso di metodi diversi rispetto a quelli usati per le persone adulte. Oltre alla semplice valutazione visiva, un metodo non certo impeccabile ma molto pratico e alla portata di tutti consiste nel calcolare l’indice di massa corporea (Imc – rapporto tra peso e altezza al quadrato) e nel confronto di questo con i valori riportati per fascia d’età in apposite tabelle facilmente reperibili. In questo modo si può avere una prima valutazione per stabilire se il bambino o il ragazzo è normopeso, sovrappeso, oppure obeso. Inoltre, è importante capire se il bambino/ragazzo ha un appetito corretto in relazione al suo dispendio calorico. Alcuni soggetti hanno un appetito eccessivo e, tra questi, alcuni presentano una certa predisposizione ad accumulare grasso. Sono proprio questi ultimi che costituiscono la categoria più a rischio di gettare le basi per un’obesità cronica anche nell’età adulta.

Come agire a livello dietetico?

Purtroppo, nella società di oggi, è piuttosto facile che un bambino si nutra più del dovuto, data l’abbondanza di cibo gustoso e nutriente (in termini calorici) di cui dispone continuamente. Per un individuo in crescita che non presenta eccesso di peso è sufficiente limitare il consumo troppo frequente di questi alimenti per non incorrere nei problemi discussi sopra.

Cibi ‘industriali’ (merendine, snacks, ecc.)

È risaputo che gli alimenti che fanno parte di questa categoria non sono sinonimo di genuinità. Per questioni di marketing, questi cibi devono essere molto gustosi e calorici al fine di generare una dipendenza che favorisca il riacquisto e il consumo degli stessi. Più è precoce l’età in cui ci si abitua a mangiare cibi dal gusto intenso, più è forte l’imprinting che questi sapori lasciano nel cervello. Di conseguenza, più difficile sarà cambiare abitudini nel futuro. Inoltre, proprio in virtù del fatto che il loro gusto è unico e particolare, questi cibi vengono spesso associati a ricordi e situazioni piacevoli. Ne sono un esempio i ricordi di infanzia associati alle proprie merendine preferite, come la colazione prima della scuola oppure la pausa merenda con gli amici. Sebbene questo aspetto non sia del tutto negativo (e quindi non sia necessario escludere completamente i cibi di questa categoria) è bene che in ogni caso questi alimenti siano consumati moderatamente e con la giusta frequenza.

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I latticini

Di teorie affascinanti sui latticini ce ne sono un’infinità, sia pro che contro, ma sono teorie e tali rimangono. Lasciamo che a parlare siano invece i dati e gli studi riportati in letteratura. La maggior parte degli studi concorda sul fatto che i latticini in fase di crescita non necessariamente debbano essere esclusi. Salvo casi particolari, l’esclusione maniacale di una categoria di alimenti così vasta (come talvolta accade) non trova, infatti, giustificazione scientifica. Detto ciò, è altrettanto vero che se per particolari ragioni si vogliono evitare i latticini, ciò può essere fatto utilizzando cibi o bevande sostitutive. Ad esempio, oggi è facile reperire al supermercato numerose bevande sostitutive del latte (alimento che sempre più persone faticano a digerire), ma ciò va sempre fatto con attenzione. Vediamo un paio di esempi.
Il “latte” di riso: praticamente questa bevanda non è altro che acqua e zucchero. Pertanto, le sue caratteristiche nutrizionali sono totalmente diverse da quelle del latte. È importante dire a questo proposito che la collocazione migliore dei prodotti zuccherati nella dieta è durante o dopo un attività fisica intensa. Per il resto le bevande molto zuccherate sono vizi, e andrebbero quindi consumate saltuariamente e in modo non continuativo (questo discorso si estende ovviamente a tutte le bevande fortemente zuccherate, come la cola, i succhi di frutta, ecc.).
Il “latte” di avena: a differenza del precedente, questa bevanda è meno ricca di zuccheri ed è moderatamente proteica. Quindi è preferibile e può trovare una sua collocazione, ad esempio nella colazione.

In conclusione, quanto discusso rappresenta solo alcuni dei numerosi aspetti di una sana nutrizione. Questo articolo non vuole essere una guida alimentare per i ragazzi in crescita, bensì uno spunto per riflettere. Per le ragioni discusse sopra,un individuo abituato fin dai primi tempi a mangiare in modo corretto vivrà sicuramente un rapporto più sereno con il proprio corpo anche negli anni a seguire.

Articolo scritto dal dr. Francesco Corti
Per maggiori informazioni:
Email: info@nutrizionistacorti.it
Sito web: www.nutrizionistacorti.it

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