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Parcheggi rosa, Saita dura coi colleghi leghisti: “Regole discriminatorie, da impugnare”

Il consigliere regionale del Carroccio ed ex sindaco di Seriate boccia il provvedimento adottato dal Comune: “Sono altri i problemi che la gente vorrebbe vedere risolti: questa inziativa non rispecchia il nostro compito da politici”.

“Non sono queste le cose che rispecchiano il nostro compito da politici”: Silvana Saita, consigliere regionale della Lega Nord ed ex sindaco di Seriate, non fa sconti ai colleghi di Pontida sul regolamento relativo ai parcheggi rosa.

Un caso scoppiato dopo l’approvazione in consiglio comunale (LEGGI QUI), con le agevolazioni riservate a donne residenti a Pontida, in fase di gestazione o di puerperio, appartenenti a un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un Paese membro dell’Unione Europea.

“Mi chiedo chi farà la guardia a questi spazi per assicurarsi che chi parcheggia avrà quelle caratteristiche – continua Saita – Come ci si può accertare della cosa? Dal punto di vista politico ho lottato contro lo Ius Soli perchè lo ritengo privo di senso, sto rivedendo la legge sul testamento biologico perchè a mio avviso lascia aperti spazi poco definiti: ma questi sono temi seri ed importanti. La gente da noi si aspetta altro”.

Non bastano le deroghe a tutela delle ragazzi madri non residenti ma italiane e sposate con un uomo a far cambiare idea a Saita che da donna, da madre e da politica leghista ribadisce con onestà: “Il mio parere sulla questione è assolutamente negativo – conferma – Ho lavorato per la gente e sono ben altri i problemi che si aspettano di vedere risolti, altri i servizi seri che vorrebbero. I posti riservati alle donne incinte è un’iniziativa assolutamente lodevole ma una donna incinta è sempre una donna incinta anche se non è italiana. Il regolamento può essere benissimo impugnato perchè discriminante e anticostituzionale. Il parcheggio rosa è destinato a donne in gravidanza a tutela loro e del bimbo che hanno in grembo, questo è il diritto da tutelare, non esistono altri ragionamenti. Non è in questo modo che si tutela la famiglia tradizionale”.

 

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