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Domenico, 17 anni e rappresentante d’Istituto: “L’esperienza più bella per un adolescente”

La scuola è ricominciata: come viverla al meglio? Il nostro Domenico Gaeni, 17 anni, consiglia a tutti i suoi coetanei di candidarsi a rappresentante d'Istituto: una delle esperienze più belle per uno studente

La scuola è ricominciata: come viverla al meglio? Il nostro Domenico Gaeni, 17 anni, consiglia a tutti i suoi coetanei di candidarsi a rappresentante d’Istituto: una delle esperienze più belle per uno studente.

Prima di scrivere una tra le esperienze più belle che un adolescente e studente possa avere, mi presento. Mi chiamo Domenico Gaeni e ho 17 anni. Dopo aver superato l’esame di terza media. Ho deciso di intraprendere e di studiare il mondo dell’informatica presso l’Istituto Pietro Paleocapa di Bergamo. Una scuola che molti definiscono difficile ed impegnativa, ma si sa… se una esperienza non la viviamo in prima persona non sapremo mai come sarà. Devo dire che i 3 anni che fino ad ora ho trascorso, sono letteralmente volati. Forse perché essendo “impegnativa” non lascia molto tempo superfluo da sprecare.

Nei tre anni che ho trascorso presso la mia scuola ho sempre ricoperto il ruolo di rappresentante di classe. Un ruolo che apparentemente sembra stupido e insignificante, un ruolo che molti sottovalutano. Ma, come dice il nome, chi ricopre questo ruolo: rappresenta la propria classe costituita da 20 – 30 studenti circa, che per un ragazzo di 14/15 anni è, a mio parere, molto istruttivo ed importante. Proprio da questo ruolo che molti definiscono stupido, ho appreso molte capacità, sia a livello organizzativo sia a livello umano e civile.

L’anno scorso, all’inizio del terzo anno, volevo candidarmi a rappresentante d’Istituto. Una scelta che all’inizio mi “spaventava” e preoccupava, poiché non credevo di essere all’altezza per assumere questo ruolo. Però avevo tanta voglia di mettermi in gioco e di dedicare quel tempo avanzante dagli studi, alla mia scuola. Così con l’amico e compagno Giovanni ci siamo candidati assieme ad Alessandro e Giulia. Giovanni, Giulia ed io, frequentavamo il terzo anno. Mentre Alessandro frequentava il quarto. Una carica che, rispetto al rappresentante di classe, iniziava ad essere molto più interessante, ma soprattutto molto importante.

Una volta eletti, nel corso di tutto l’anno scolastico abbiamo raggiunto numerosi obiettivi e grandi soddisfazioni:
A partire dalla raccolta di soldi per i terremotati ad Amatrice (raccolti €1.666,86 – soldi indirizzati poi ad un istituto alberghiero colpito sul territorio), al Donacibo (raggiunta per la prima volta la quota di 4017,80€ – soldi spesi per acquistare oltre 15 quintali di cibo da donare al Banco Alimenti di Bergamo, in occasione dell’iniziativa) e infine alle due cogestioni, una prima delle vacanze di Natale e l’altra prima delle vacanze estive. Questi sono solo alcuni dei progetti, quelli più rilevanti e quelli che ci hanno dato maggior soddisfazione. Tanti altri progetti e iniziative abbiamo costruito nel corso dell’anno, con la fatica di realizzarli durante il periodo scolastico, sommersi di verifiche, interrogazioni e di molteplici impegni.
Da questa esperienza ho colto moltissime cose, in primo piano l’organizzazione dello studio e delle proprie attività. Sembra una cosa scontata e ovvia, ma se non riusciamo ad organizzarci, non potremo e non riusciremo a fare tutto nel modo migliore. Un altro insegnamento che ho imparato è la “formula del successo”, cioè quando la voglia di fare e la fatica si incontrano generano e producono il successo. E questo in tutte le cose: dallo studio, al lavoro, allo sport… sembra retorica ma non lo è.

Non mancheranno momenti di grandi insoddisfazione, momenti in cui vogliamo abbandonare tutto perché facciamo fatica e crediamo di non riuscirci, momenti in cui abbiamo paura di deludere e di fallire. Ci saranno persone, tante persone, che cercheranno di mettervi il bastone tra le ruote cercando di scoraggiarvi ancora di più, ma ci saranno altrettante persone pronte a darvi il coraggio e la forza di andare avanti, persone pronte a darvi una mano, persone che riconosceranno sempre il tuo lavoro e ti sosterranno sempre. E queste persone sono state per me in primis Giovanni, Giulia ed Alessandro, i rappresentati di classe, i docenti e tanti, tanti studenti.
In conclusione, ho imparato a non spaventarmi dalle cose che non conosco e che non ho mai provato. Ho avuto l’onore di aver vissuto una tra le esperienze più belle della mia adolescenza, un’esperienza che mi ha maturato molto e mi ha responsabilizzato ancora di più, un’esperienza che è concessa solo a 4 persone su oltre 1600.

Il consiglio che dò a molti studenti e a molti ragazzi è quello di intraprendere più esperienze possibili e di non spaventarsi di fronte ad esse, perché se ci mettiamo in gioco davvero otterremo grandi risultati e grandi successi. E siccome il nostro tempo è limitato consiglio di mettersi in gioco subito, alla prima occasione e di rimboccarsi le maniche per darsi da fare.

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