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Pochi pullman, così noi giovani rimaniamo immobilizzati nei paesini di montagna

Pubblichiamo lo sfogo di Tiziana Maiorano, diciottenne, nei confronti delle tratte dei pullman sempre più scarse

Siamo bloccati, come bambini ai quali viene detto cosa fare, noi della provincia.
Scrivo da un tavolo, nella cucina di una casa, di un piccolo paese nella bergamasca che fino a qualche anno fa, prima che costruissero parcheggi a destra e a manca, godeva ancora dei suoi campi che agli occhi di una bambina sembravano bellissimi ma già troppo stretti per contenere tutta la sua voglia di scoprire e vivere. Sognavo la città, l’ho sempre fatto, pur avendo nel cuore le campagne rigogliose del mio piccolo, ma accogliente paesino. Proprio per questo ho deciso senza pensarci troppo di trasferirmi a Bergamo per frequentare le scuole, invece che studiare nel liceo di altro piccolo paese a soli venti minuti di pullman da casa. L’ho fatto per conoscere persone e ambienti nuovi. Non mi pento, e mai lo farò, questa decisione mi ha portata a fare esperienze che mai avrei immaginato, ma comportò anche un prezzo da pagare che non avevo calcolato.
Lo spostamento.

Frequentando le scuole in città, si creano naturalmente amicizie e passioni che diventa difficile riuscire coltivare nel momento in cui l’ultimo pullman della giornata durante la settimana svolge la sua corsa alle 19:15. Specifico in settimana perché il sabato le corse pomeridiane diminuiscono ulteriormente e la domenica da qualche mese a questa parte sono totalmente sparite.
Togliere i pullman durante l’unico giorno di riposo della maggior parte degli studenti, vuole dire vietare loro di frequentare il centro città e conoscere cose nuove e diverse da quelle che sono abituati a vedere da tutta la vita ormai.
La mia non è purtroppo l’unica tratta ad avere subito questo tipo di tagli, molti altri percorsi svolti dai pullman della società bergamasca hanno dovuto rinunciare ad alcune corse difronte a tratte già scarse.

I servizi base vengono offerti, ma per chi ha genitori lavoratori a tempo pieno che quindi non possono essere presenti per trasportare i propri figli o per chi non è auto munito diventa difficile muoversi con pullman ogni 1-2 ore fino alle 19 di sera che quindi impediscono qualsiasi attività serale e rallentano quelle pomeridiani.
Gli abbonamenti annuali costano un occhio della testa alle famiglie, che però si trovano a dover rispettare limiti molto stretti, d’estate questi abbonamenti scadono e, come scritto in precedenza, la domenica non ci sono tratte disponibili e gli orari sono decisamente restrittivi.

La richiesta che parte da noi cittadini delle province e che deve arrivare alle orecchie della provincia è esattamente quella di incrementare i servizi di trasporto al fine di poter assicurare un efficace funzionamento di essi sopratutto in un periodo nel quale si discute sempre di più dell’impatto ambientale che le auto hanno sul nostro pianeta, si consiglia di utilizzare al meglio i mezzi pubblici per gli spostamenti, ma a queste condizioni ogni ragazzo appena compiuti i 18 anni non aspetta altro che prendere la patente al fine di muoversi liberamente e ogni adulto non esiterà a prendere la macchina anche per i più piccoli spostamenti. L’alternativa è altrimenti quella diminuire i prezzi degli abbonamenti SAB che non rispecchiano il servizio svolto.

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