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Michela Belotti presenta ‘La corsa’: “Il mio thriller sulle orme di Fallaci, Montanelli e King”

L'autrice di Almenno San Bartolomeo racconta la storia di Sara, ragazza bergamasca vittima di una violenza: "Per alcuni tratti somiglia a me, per altri è un personaggio completamente inventato"

Un libro non può che nascere da un’idea e siccome le idee volano, occorre imprigionarle in un foglio di carta. È il caso di Michela Belotti, autrice originaria di Almenno San Bartolomeo che sabato 9 settembre ha presentato il suo primo libro, “La corsa”, all’interno della biblioteca del museo del falegname Tino Sana in compagnia dello speaker di Radio Lemine Giovanni Mazzoleni.

Un romanzo dal gusto thriller nato da un’idea improvvisa dell’autrice, che l’ha accompagnata fino alla stesura definitiva: “L’idea è nata qualche anno fa e subito me la sono scritta prima che fuggisse. In seguito l’ho portata avanti scrivendo il testo del romanzo che ho rivisto più volte. A causa di varie vicissitudini mi sono dovuta fermare fino all’inizio di quest’anno, quando ho preso in mano di nuovo il romanzo e completato”.

Il libro racconta la storia di una ragazza bergamasca, Sara, che, dopo aver subito una violenza ed essere rimasta vittima di un’amnesia, si trova implicata in un caso di cronaca nera e che in parte mostra ciò che accade nella realtà di fronte a tali vicende: “Ho cercato di rendere la storia più realistica possibile in maniera tale che i lettori potessero immedesimarsi nel personaggio. – spiega Michela Belotti –. Sara per alcuni tratti assomiglia a me, come si può notare dalla sua passione per il cinema o per la lettura, mentre per altri aspetti è pura invenzione. Attraverso questo libro vorrei raccontare come ci sente quando si è implicati in vicende di cronaca nera, ma anche come reagiscono le persone all’esterno di fronte a tutto ciò”.

La scelta di scrivere un romanzo thriller proviene da lontano, sin dall’infanzia, quando Michela ha iniziato a scrivere: “Ho sempre avuto la passione per la lettura sin da bambina, quando passavo le ore in biblioteca, e per la scrittura, tant’è che scrivevo piccoli racconti prima di giungere al giornalismo durante il periodo delle superiori – racconta l’autrice almennese –. Con il passare del tempo ho preferito concentrarmi sulla narrativa fino alla stesura del mio romanzo, non dimenticando però gli insegnamenti di Oriana Fallaci e Indro Montanelli, giornalisti che ho sempre amato per la schiettezza, e di Stephen King, mio autore preferito”.

Ora ad attendere Michela Belotti c’è la pubblicazione di “La corsa”, ma la scrittrice bergamasca già rivolge il proprio sguardo al futuro: “Ho già dell’idee per il sequel di questo libro, ma prima di concentrarmi su un nuovo lavoro preferisco portar a conclusione questo”.

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