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Lotta Studentesca, volantini e striscioni davanti a scuola: interviene la Digos

La condanna del Comune di Bergamo: "Non possiamo sottovalutare iniziative di questo tipo, considerando anche la frequenza con la quale recentemente si verificano nella nostra città"

Volantini distribuiti agli studenti e uno striscione affissi davanti all’ingresso di scuola. Allertata dai vertici dell’Istituto, la Digos è intervenuta nella mattinata di martedì 12 settembre al Mamoli di via Brembilla per una manifestazione non autorizzata di Lotta Studentesca, la struttura giovanile di Forza Nuova. Nell’arco di pochi minuti, lo striscione in questione è stato rimosso, i manifestanti identificati e i loro volantini sequestrati.

Sulla faccenda è intervenuto anche il Comune di Bergamo, che ha inoltrato una nota: “Non possiamo sottovalutare iniziative di questo tipo – si legge – considerando anche la frequenza con la quale recentemente si verificano nella nostra città. L’Amministrazione condanna fermamente l’ennesimo episodio di propaganda neofascista. Nella città di Bergamo iniziative di questo genere non sono né gradite né tanto meno tollerate. Molto grave – continua Palazzofrizzoni – il fatto che Lotta Studentesca, dichiaratamente ispirata dall’ideologia fascista, soffi sul fuoco dei timori generati dal fenomeno dell’immigrazione, promuovendo argomenti di stampo razzista. L’immigrazione è un tema che complesso, certo non privo di aspetti problematici per il territorio, ma Bergamo è una città accogliente, che ha fatto dell’uguaglianza e della non discriminazione i propri principi fondamentali. Per la città di Bergamo l’intolleranza e il fascismo sono da contrastare senza incertezze. Non sono e non potranno mai essere la risposta. È indispensabile una risposta corale in questo senso da parte di tutte le istituzioni del territorio, delle associazioni democratiche e di tutti i cittadini. Per parte nostra vigileremo affinché episodi di matrice neofascista possano essere prevenuti o contrastati tempestivamente e lo faremo con i mezzi a nostra disposizione, oltre che con un rapporto ancora più stretto con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine, che si sono immediatamente attivate. Intendiamo incontrarle presto per affrontare il tema e contrastarlo con tutti i mezzi necessari previsti dalla legge”.

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