Con Bgnews e il dottor Bertè una finestra sulla vita nel carcere - BergamoNews
Le ali della libertà

Con Bgnews e il dottor Bertè una finestra sulla vita nel carcere

Il direttore sanitario del carcere di via Gleno inizia oggi una collaborazione con Bergamonews: una rubrica per far conoscere al mondo di fuori il mondo di dentro, nella speranza che l'indifferenza nei confronti dei detenuti si attenuti almeno un po'.

Forse qualcuno o molti di voi passando accanto al carcere di via Gleno si è chiesto almeno una volta nella vita come si vive o cosa si fa al suo interno. Come sono le celle, come si mangia, quanti
agenti ci lavorano e come si rapportano con i detenuti, se è vero che è così sovraffollato come scrivono i giornali, se è possibile crearsi amicizie e cosa vuol dire la privazione di libertà… Bene, da
oggi con questo appuntamento che Bergamonews ci offre, proverò a rispondere a queste e molte altre domande.

Chi sono io? Sono un medico e qualche volta uno scrittore. Racconto storie vere nate proprio dalla mia esperienza di Direttore sanitario all’interno del carcere di via Gleno e prima anche di quello di Monza, e che conosce la realtà carceraria lombarda in quanto segretario regionale dei medici penitenziari per molti anni. Vi incontrerò con un appuntamento mensile che vi
farà entrare virtualmente in questo mondo separato da voi da mura più culturali, fatte di scarsa o falsa informazione… che da mattoni.

L’idea è di “aprire una finestra”, stavolta non per guardare fuori attraverso una grata, ma per osservare il “dentro” delle mura carcerarie di via Gleno in particolare ma di quelle dei carceri in generale. Un’occasione, di cui ringrazio la direttrice Rosella del Castello, per far conoscere, quello che io chiamo nei miei libri, “il mondo a parte”.

Quel mondo dove io dico da sempre che bisogna intervenire per migliorare la qualità della vita, offrendo opportunità lavorative o di impegno sociale presso enti o aziende esterne. Sapete che c’è un forno dove si preparano prodotti buonissimi in carcere? No non potete saperlo perché non li trovate nei supermercati…eppure potrebbero starci e finanziare altre attività! Occorre che la pena detentiva non si limiti ad oziare e buttare tempo e vita all’interno di un edificio separato dal mondo e dalle proprie famiglie, occorre che qui si riscatti, o almeno si provi a farlo, la propria dignità magari restituendo, almeno in parte, con ore di lavoro e servizio quanto tolto col proprio delinquere al mondo di fuori.

Ho sempre considerato un mio dovere sociale cercare di creare, se non un ponte, almeno una possibile connessione tra i due mondi, quello carcerario e quello della Città. Questo è anche lo spirito che ha fatto nascere i miei due libri (I Nuovi Giunti e Passi Perduti di Cairo editore) che raccontano storie intense, a volte crude, di persone recluse, che ho conosciuto e spesso curato
nella mia veste di medico del carcere. Qualche storia ve la racconterò anche in questo spazio nei prossimi mesi. Conoscerete così, attraverso nomi fittizi ovviamente, le storie di cui avete magari già letto sui giornali, qualcuna anche famosa, ma da un punto di vista diverso. Non quello dello sguardo morboso di chi grida al mostro, ma dal punto di vista di chi si è trovato spesso nel posto
sbagliato al momento sbagliato, di chi ha smarrito la propria strada impazzendo un pomeriggio, di chi spesso chiede una seconda possibilità che non è certo il carcere a fornire. Quali le soluzioni per fare questo, direte voi…

Potremo discuterne insieme ma di certo, da sola, l’Istituzione Ministeriale non può farcela.

Ecco lo scopo di questa mia collaborazione con Bergamonews: far conoscere il Mondo a Parte al Mondo Fuori, a voi.

Conoscere vuol dire abbattere gli stereotipi, distruggere le bufale sul carcere e aggiornare su come lo stesso sia cambiato negli anni. Sapere per esempio che non ci sono più “gabbie” singole ma gabbioni comuni dove è sempre più difficile tenere tutti sotto controllo…

La popolazione carceraria è davvero a maggioranza straniera? E come vivono lì dentro le donne? Da trent’anni, e più, il mio lavoro di medico mi ha messo nella condizione privilegiata, anche se
difficile, di osservatore che ha la possibilità di raccontare ciò che si vive e avviene “dentro” e volentieri attraverso i libri se lo vorrete o qui su Bergamonews ci incontreremo e aprirò con voi una
finestra per volta, presentandovi: volti, storie, dolore, pentimento, tradimento, follia… ma anche sorriso, amore perché come per il mondo “fuori” non c’è un solo colore, una sola emozione che ci
definisce.

Per rendere più interattivo il nostro “incontro” su questo ponte virtuale tra I due mondi, attiveremo, grazie alla redazione, una mail dedicata dove potrete scrivermi e aprire anche dei forum per approfondire temi e discutere le vostre proposte per trovare altri modi ed occasioni per facilitare il reinserimento di chi dopo aver scontato la propria pena ha diritto a tornare “tra noi”…o
no? Ne parleremo insieme!

Grazie per l’attenzione, a presto!

dott. Francesco Bertè

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