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Università: “Tra paure e insicurezze, mi aspetta un nuovo inizio”

La nostra Nicole Motta, classe 1997, è al suo primo giorno di Università. La facoltà scelta? Ingegneria. Ecco il racconto del nuovo capitolo della sua vita

A Giugno pensavo che questa sarebbe stata una delle estati più difficili e brutte, ma non è stato così.
Mi sono rotta l’anulare della mano destra mentre mi allenavo e ho fatto gli esami di stato usando un computer e la cosa è stata divertente, un po’ meno per la professoressa che coordinava la mia classe quando l’ho avvisata dell’evento traumatico pochi giorni prima degli esami.
L’orale, l’8 luglio, è stato forse il giorno più strano: tanto caldo, l’esposizione della tesina che è andata bene e ha coinvolto i professori e le sette camicie sudate in meno di un’ora, prosecco che è finito sul mio vestito durante l’aperitivo e la mamma che si è commossa perché la sua bambina sta crescendo.
Un’estate trascorsa troppo velocemente e le emozioni che ho vissuto in questi tre mesi le sento ancora come fuoco sulla mia pelle: Firenze, le uscite e le risate ogni sera con gli amici, le mattinata passate su Netflix, Vieste e i libri per il test dell’Università in spiaggia e nuove persone sono entrate nella mia vita, stimolandomi inconsciamente.

Dopo tre mesi, per la prima volta in vent’anni, penso di essere cambiata e aver sfruttato il tempo a meglio. Mi sento, anzi so, di essere diversa. Percepisco questa sensazione dentro di me ogni mattina quando mi sveglio. Mi sento cresciuta: so di aver pianto, aver quasi ceduto alla voglia di mollare, ma ho ripreso il controllo e sono andata avanti. So che posso farcela in tutti gli ambiti: studio, amicizia o una relazione. E ho imparato a vivere ogni giornata al meglio con un sorriso. Ho pure imparato a ballare la salsa e solitamente la musica ed io viviamo su due mondi paralleli!

Ma lo schermo dell’Ipod suona le 7:40 e lampeggia “Università, muoviti!” e il rumore delle onde del mare e “uno, dos, tres” delle lezioni di salsa finiscono.

Sonno, paura, agitazione prendono il sopravvento. Ma una nuova avventura e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e di fare un piccolo passo nel mondo degli adulti vince su tutto.

È il primo giorno di Università e non so come vestirmi e nemmeno cosa mettere in cartella, ma la cartella va ancora bene?

Partire mezz’ora prima dell’inizio delle lezioni per la paura di non trovare parcheggio è stata la prima scelta saggia della giornata, ma quando l’imponente Istituto di Ingegneria è di fronte a me non sono più così sicura che la scelta sia giusta: dubbi, paure e rimpianti si insinuano in un nano secondo nella mia mente. Perché non ho scelto scienze dell’educazione continuando gli studi di scienze umane? Chi mi ha fatto compilare l’immatricolazione? Non potevo prendermi un anno sabbatico o starmene a casa a dormire ancora? Prendo un respiro profondo e mi ricordo che nessuno mi ha obbligato, che è stata una scelta ponderata, con il sostegno dei genitori e la paura di non trovare l’aula e di essere in ritardo emerge come un fiume in piena e immediatamente scarico la planimetria dell’edificio sullo smartphone: non si sa mai, può sempre essere utile.

La lezione inizia e la mente si riempie solo di numeri su numeri che il professore scrive, la mano destra scrive tutto per inerzia il cervello sta quasi per esplodere dalle mille nozioni acquisite quando lo stomaco brontola rumorosamente. L’orologio segna le 10:55 e tutto si spiega: i 5 anni di liceo hanno lasciato il segno e le croccantelle al bacon nello zaino dicono tutto. È stata una bruttissima idea portare come merenda le croccantelle perché il pacchetto scricciola e quando se ne morde una fanno rumore: metà degli studenti nell’aula mi stanno guardando. Promemoria per i prossimi giorni e anni futuri: non portare mai più le croccantelle in aula.

La lezione finisce e tutti si dileguano, metto piede fuori dall’edificio e sono contenta dell’inizio di questa nuova esperienza. Non so se sarà la scelta giusta nel corso degli anni, ma so di essere pronta affrontarla e schiacciare paure e ansie inutili. Per la prima volta durante la mia carriera scolastica inizio il mese di settembre con una gran voglia di studiare, crescere e di vivere giorno dopo giorno con un sorriso sulle labbra sapendo di potercela fare.

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