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In vino veritas, Benaglia: “Alla festa del Moscato l’autenticità delle band underground”

La Festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi quest'anno ha arricchito il proprio programma musicale con una novità, la rassegna di musica underground intitolata "In vino veritas".

La musica indipendente arriva alla Festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi. La 12esima edizione della kermesse, che si svolge a Scanzorosciate sino a domenica 10 settembre, arricchisce il proprio programma musicale con una novità rispetto agli anni scorsi, la rassegna di musica underground intitolata “In vino veritas”.

L’iniziativa, promossa con la direzione artistica dell’associazione Sotto Alt(r)a Quota, nelle figure di Michela Benaglia e Andrea Manzoni, propone live per tutte le serate della festa.

Per saperne di più abbiamo intervistato Michela Benaglia, già impegnata nell’organizzazione di Young’n town festival in Valseriana , membro di Bergamo suona bene e promotrice della rete dei festival indipendenti bergamaschi.

Cosa propone la rassegna “In vino veritas”?
È una rassegna di musica underground che vede protagoniste band originali, che fanno musica propria. Al suo interno non ci sono cover band e se vengono proposti pezzi già famosi, vengono comunque riarrangiati.
Questa è la particolarità che contraddistingue l’iniziativa.

E come è nato il progetto?
Gli organizzatori della Festa del Moscato di Scanzo collaboravano già con l’associazione Sotto altr(a) quota per la parte artistica e delle arti applicate. Questa sinergia quest’anno si è ampliata comprendendo la parte musicale: è la prima volta che si realizza questo esperimento, il palco principale con i vari spettacoli della festa rimane ma ne vengono aggiunti altri due palchi per la rassegna. Uno, collocato in piazza degli orti, è elettrico e l’altro, allestito nell’area scuole, è acustico, anche se entrambi sono amplificati.

Ci spieghi…
Il primo palco è dedicato alle band più numerose, mentre il secondo è caratterizzato da un’atmosfera più raccolta e destinato a gruppi più piccoli, ma non per questo meno importanti o meno belli: sono due forme differenti di fare musica.
Nel corso della festa si esibiranno nove artisti e 13 band, tre giovedì e due le altre sere: i protagonisti sono: giovedì 7 settembre Acid Brew (rock blues, alle 20.30 in piazza degli orti) e Cabeki (ambientazioni sonore, alle 21.30 nell’area scuole), Vanarin (brit and psychedelic music, alle 22.30 in piazza degli orti); venerdì 8 settembre Sista Awa (reggae, alle 21 nell’area scuole), BlessLiners (reggae-ska, alle 22 in piazza degli orti); sabato 9 settembre Dry & Dusty (old time, alle 19.30 nell’area scuole), Etruschi from Lakota (rock italiano, alle 22 in piazza degli orti); domenica 10 settembre Tri trio (jazz rock, alle 19.30 nell’area scuole) e The Orobians (ska – rocksteady, alle in piazza degli orti).

Sono tutte band giovanili?
I componenti sono quasi tutti molto giovani: quelli che hanno più anni alle spalle sono gli Orobians. Inoltre, sono tutti bergamaschi: l’obiettivo è quello di valorizzare la sperimentazione musicale del territorio che è molto ricca. Nella provincia, infatti, ci sono tanti gruppi e numerosi festival, prettamente giovanili, tutti indipendenti e con ingresso gratuito.
Aver inserito questa proposta all’interno della Festa del Moscato di Scanzo, da un lato, permette la fruizione di questi gruppi a un pubblico più vasto rispetto a quello che tradizionalmente li segue; dall’altro, è un modo per portare giovani alla Festa in quanto tutte queste band hanno un buon seguito.

E come saranno organizzate le serate?
I concerti si alterneranno e ogni sera sarà distinta da un tema che accumuna i gruppi: i due palchi, caratterizzati da atmosfere diverse, sono in dialogo tra loro per strumenti utilizzati e per generi, se di generi si può parlare in quanto i gruppi sperimentano molto.
Tutte queste band, infatti, amano creare e i componenti portano loro stessi nei propri pezzi. Indipendentemente dal genere che si considera, questa musica è arte e un panorama ricco di band come quello di Bergamo è un orgoglio per tutta la bergamasca.
Sono molto contenta che la festa del Moscato abbia aperto le sue porte alla musica underground, che si abbina benissimo con i paesaggi mozzafiato di Scanzorosciate e il suo buon vino.

Il nome deriva da questo aspetto?
Si, “In vino veritas” fa riferimento al fatto che l’ebbrezza del vino generalmente porta a lasciarsi andare e a far emergere la verità, così come queste band sul palco esprimono la loro autenticità.
Questo concetto è raffigurato molto bene dal volantino dove è stampato il disegno di Bacco-Shiva, realizzato da Dulco Mazzoleni, musicista dei Moostroo e illustratore, che rappresenta efficacemente l’idea che si tratta di una rassegna underground.

Per concludere, come immagina il proseguo della rassegna?
Spero che si possa proseguire nella nuova edizione e anche migliorare.

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