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Stupratori di Rimini, l’avvocato Pelillo: “Ecco perchè è giusto difenderli”

Il legale bergamasco alza la voce per tutelare i propri colleghi impegnati con i quattro indagati per il brutale episodio: "Chiunque ha diritto a un giusto processo"

“È giusto difendere anche chi è accusato dei crimini più efferati, come gli stupratori di Rimini”. L’avvocato bergamasco Enrico Pelillo alza la voce per tutelare i propri colleghi impegnati come legali dei quattro indagati per il brutale stupro della Riviera romagnola ai danni di una turista polacca e della violenta aggressione al suo fidanzato.

In particolare Mario Scarpa e Ilaria Perruzza, due avvocati del foro di Ravenna, difensori di Guerlin Butungo, considerato dagli inquirenti il capo del clan e unico maggiorenne: da quando sono stati resi noti i loro nomi sul web è iniziata una vera e propria raffica di insulti. Criticati e minacciati per aver “osato” garantire un diritto costituzionale, un fatto “non etico” secondo chi, su Facebook, ha indirizzato pesanti offese contro i professionisti.

Soprattutto Peruzza, in quanto donna, elemento scioccante, secondo i leoni da tastiera, dato che la storia riguarda la violenza nei confronti di un’altra donna. Ingiurie estese a tutta la categoria degli avvocati, in difesa della quale è intervenuto anche il presidente dell’ordine di Rimini, Giovanna Ollà: “Un legale non può essere criticato per aver accettato un incarico – ha chiarito – . La difesa di un indagato è un valore costituzionale. È esecrabile la violenza del linguaggio che serpeggia pericolosamente sui social”.

Pelillo

Anche il legale bergamasco Enrico Pelillo è intervenuto a sostegno dei propri colleghi e amici: “Noi avvocati spesso pecchiamo di autoreferenzialità, e in un caso come questo abbiamo il dovere di uscire dal nostro “splendido isolamento” e spiegare a quante più persone possibile, meglio se senza parlare in “avvocatese” o con pseudobrocardi, perché è giusto difendere anche chi è accusato dei crimini più efferati.

Chiunque, anche, e soprattutto, gli indifendibili, ha diritto a un processo giusto, celebrato nel rispetto delle regole che ci siamo dati. Ce lo dice senza giri di parole la nostra Costituzione, la più bella del mondo: “la difesa è diritto inviolabile in ogni stato del procedimento”.

E gli avvocati, ben lungi dall’essere conniventi con i loro assistiti, proprio quello fanno, controllano che vengano rispettate le regole, difendono i diritti. Mi stupisce che una larga fetta di pubblica opinione pensi invece che ci sia connivenza tra le due parti.

Agli haters che vomitano insulti sul web c’è da augurare che quando avranno bisogno di un avvocato ne trovino uno con la schiena dritta, come quella di coloro che oggi si accollano questo pesante fardello. Tutto ciò nel massimo rispetto di chi – invece – non se la sente di affrontare un processo del genere e quindi rinuncia o non accetta l’incarico”.

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