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La morte di Bara a Ubiale, la difesa: “Potrebbe esserci stato uno scambio di persona”

C.B., 53 anni, operaio, indagato per omicidio preterintenzionale, accompagnato dall'avvocato Eugenio Sarai, ha incontrato il pm Fabio Pelosi

Aveva chiesto di essere sentito in procura per chiarire la sua posizione in merito alla morte di Mamadou Lamine Thiam Bara, il 20enne senegalese residente con la famiglia ad Almè, morto la sera del 22 luglio dopo un tragico volo di una quindicina di metri in un dirupo, a Ubiale Clanezzo, dove era in corso la “Power Sound Festival”.

Giovedì mattina, C.B., 53 anni, operaio, indagato per omicidio preterintenzionale, accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Eugenio Sarai, ha incontrato il pubblico ministero Fabio Pelosi, che sin dall’inizio si sta occupa di questa brutta vicenda.

L’uomo ha ribadito sostanzialmente il racconto rilasciato ai carabinieri immediatamente dopo i fatti. E cioè che era solo lui a rincorrere Bara (mentre i frame delle telecamere della zona avevano immortalato tre persone in movimento. Uno è il 53enne, gli altri sono un ragazzo e la sua fidanzata, pure loro indagati in concorso).

Cercava di fermarlo perché poco prima Bara aveva aggredito un ragazzo che serviva ai tavoli della festa. L ‘operaio avrebbe rincorso il senegalese fino al cimitero e sarebbe poi tornato indietro. Tant’è che solo il giorno dopo avrebbe saputo che era morto dopo essere finito nel dirupo.

“L’impressione è che possa esserci stato un scambio di persone”, ha sottolineato l’avvocato Eugenio Sarai . Ieri mattina il legale ha presentato in procura una planimetria della zona dove è avvenuta la tragedia e ha chiesto alla procura che vengano ascoltati i body-guard in servizio di sicurezza alla festa.

Seguendo questa versione dei fatti il 53enne sembra non c’entrare nulla con la morte del ragazzo. Avrebbe urlato, sì, per bloccarlo. Una versione, che non ha risolto alcuni dubbi. Anche perché ci sono alcune immagini che hanno ripreso l’indagato anche oltre il cimitero.

Il problema più grande è che le telecamere non hanno ripreso la strada con il guard rail oltre il quale Thiam è precipitato. Né ci sono immagini che chiariscono cosa sia successo prima dell’inseguimento.

C’è un altro dettaglio che colpisce in questa tragica vicenda, che aggiunge tinte fosche, così come potrebbe trovare una spiegazione semplice. Una scarpa del ragazzo è stata trovata lungo la scarpata, ma una cinquantina di metri prima del punto in cui è stato rinvenuto il corpo. La versione dell’indagato è che il giovane abbia perso le scarpe mentre scappava. Lui le ha viste quando ha rinunciato a stargli dietro.

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