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“Cinemadamare, il festival del cinema dove puoi fare tutto, anche sognare” foto

Federico Turani, classe 1993, ha partecipato a Cinemadamare, festival cinematografico internazionale itinerante di cortometraggi nato nel 2003. Ecco come è andata

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Ebbene sì.
Dormire per terra (ah no scusate su un materassino gonfiabile) quattro ore a notte (sto largo dai) privato di qualsivoglia comfort (doccia fredda e bagni senza chiusura?) e privacy, a qualcuno potrebbe sembrare un’esperienza poco invitante.
Mi sembra strano… ma a quanto pare queste persone esistono.

Si perché Cinemadamare più che un festival del cinema è un corso di sopravvivenza in cui si cerca di non svenire dalla stanchezza o dall’esaurimento nervoso (Bear Grill almeno se ne stava per conto suo nella foresta).

Due mesi e mezzo (io ho fatto due settimane) di festival che ogni settimana si sposta da una città italiana all’altra.
Un centinaio di Filmmaker da tutto il mondo, e quando dico tutto, dico tutto.
Obiettivo: realizzare cortometraggi a macchinetta. I migliori verranno premiati.

Come potete ben capire è una gran figata.

Ma torniamo dove tutto iniziò abbracciando i soliti flashback (a sto punto molto registici) e i soliti contrattempi che contraddistinguono la mia vita.

La mail della selezione al festival non arriva, ma non arriva nemmeno quella della non selezione.

Chiamata.
“Salve… Ehm… Sarei uno di quelli che ha mandato il form di adesione per partecipare ma non é arrivato nulla… Ehm… Saprebbe dirmi qualcosa?”
“Un attimo in linea… … … Si guarda… Quando vorresti venire?”
“No cioè… (davvero?) sarei libero ad Agosto”
“Ah perfetto allora c’è libero Nova Siri e Matera”

Nova Siri.
Già il nome… Nuova Siria… Mi fa pensare a qualche strano posto sperduto nel mondo in cui si é sviluppata una civiltà autoctona ipertecnologica che si nutre solo di energia solare.
L’assenza di ferrovie conferma il mio primo pensiero.
Due pullman in tutto il giorno vi arrivano.
Da uno di questi sono appena sceso… Sotto il sole cocente della Basilicata (oh scusate… Lucania) alla ricerca della scuola dove dovrò soggiornare.
Ahimè non c’è nessuna civiltà super evoluta.

L’impatto arrivato alla scuola é forte.

Sembra la Hogwarts degli squatter.

cinemadamare

Abbiamo bulgari che dormono, indiani che cucinano, pakistani che stanno montando (film ovvio) in una specie di palchetto-solaio isolato da tende e coperte appese, gente di nazionalità non definita che attraversa i corridoi, qualcuno sta seduto su un banchetto di scuola a leggere, un altro beve birra… Ok tanti altri….si perché la bevanda tipica dei Cidiemmini è la Bbirra, ogni altra sostanza è bandita o introvabile… Una coppia esce dalla doccia in completo relax, un’altra in mutande ascolta musica, qualcuno sembra svenuto ma forse è ancora uno che dorme…tutti che sanno le parolacce italiane.
Cerco qualcuno che sembri avere delle risposte.
Trovo Florin, un rumeno che urla e basta, che in qualche modo mi fa capire di lasciare le cose dove voglio e che a breve mi porterà un materassino.
Comincio a posizionarmi.
Trovo un angolo libero tra una francese e dei lituani.
Bellissimo.
Incrocio una ragazza indonesiana.
Sembra dispersa quanto me.
La placco.
Diventerà la mia compagna di scoperta dei primi giorni… Puntini puntini… Puntini.

Cercare di trovare un programma giornaliero a Cinemadamare equivale ad essere esiliato dal gruppo.
Qui funziona esattamente alla cazzodicane (cit.).
Ti svegli quando vuoi, mangi quando vuoi, bevi quanto vuoi.
Fai cortometraggi quando vuoi. Ma come?
Facile.
Bevendo o ascoltando musica o entrambe.
Si perché quando cominci a dire le cazzate in quello stato di euforia e trovi qualcuno che ti segue, un attimo dopo sei sul “oh man we have to do it” e il giorno dopo sei sotto il sole in mezzo ad una strada deserta a riprendere una ragazza che muore a colpi di pistola.
Il passo é breve.
E il bello é che non sai mai cosa aspettarti: puoi ritrovarti a montare il lavoro di un altro, a dirigere un film sulla paranoia, a recitare l’ubriaco l’indomani notte.

cinemadamare

E cosi mi sono ritrovato a girare l’intreccio di tre morti nelle strade desertiche di Nova Siri, una storia d’amore nata in chiesa, un corto sperimentale sulla religione e un mancatissimo (per la tristezza di tutti) corto su un prete che faceva educazione sessuale a delle ragazze di chiesa (cavolo avevo trovato pure le persone giuste… Un omone enorme di nome Pete avrebbe fatto il prete… Sei ragazze bellissime le pecorelle del signore… Avremmo avuto pure un bidello napoletano che destabilizzava la castità delle fanciulle e che aveva un inciucio omosessuale col prete… Ovviamente in competizione con quello che consegnava le circolari… Italo-greco… Mannaggia)

Insomma ancora una volta arriva il pippone positivo.
Eh sì.
Perché il bello di questo festival é che conosci un sacco di culture.
E credetemi sembra di ascoltare storie da plutone.
E poi scopri diverse sensibilità, diversi punti di vista e diverse intenzioni.
Ti lasci influenzare dai luoghi che vai a visitare e il giorno dopo li puoi far rivivere come te lo immaginavi.
Trovi degli amici.
E magari anche persone con cui lavorare in futuro.

È come andare in gita, ma puoi fare tutto quello non potevi fare quando avevi 17 anni.
Anche sognare.

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