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Sport e moto, le grandi passioni di Marco: venerdì l’ultimo saluto di Calvenzano

In paese tutti associano ricordi positivi al 17enne morto in un incidente stradale nella tarda serata di martedì 5 settembre: educato e riservato, frequentava spesso l'oratorio del paese insieme agli amici.

Il tragico incidente che ha spezzato la vita del giovane Marco Bonalumi ha colpito nel profondo l’intera comunità calvenzanese, paese dove il giovane era nato e dove abitava. Il diciassettenne, rimasto coinvolto in un frontale con un’automobile mentre stava viaggiando a bordo della sua adorata moto nel quartiere Geromina di Treviglio (LEGGI QUI), era molto conosciuto in paese, dove era amato e ben voluto da tutti. 

Sono proprio gli abitanti della cittadina della Bassa a ricordarlo per quello che era, un bravo ragazzo, sempre disponibile ed educato. 

“Marco era un ragazzo tranquillo – spiega una concittadina – veniva spesso in oratorio con la sua compagnia di amici, tutti bravi ragazzi e sempre disponibili. Era un tipo molto sportivo e, nonostante non mi sembrasse un tifoso sfegatato, amava giocare a calcio qui nel campo della parrocchia”.

Le moto erano una delle grandi passioni del ragazzo, tanto da spingerlo ad acquistare circa un’anno fa la sua adorata KTM Motard 125, la stessa sulla quale viaggiava nel tragico incidente di mertedì 5 settembre.

“Era appassionato di moto – afferma una conoscente – Lo vedevo spesso spostarsi con la sua due ruote qua in paese. Nonostante questo era molto prudente nel guidarla, non era uno che andava veloce o tentava manovre azzardate”.

Decisamente scosso e provato anche il sindaco del paese, Fabio Ferla, che col ragazzo condivideva anche un legame di parentela – erano infatti cugini – il quale ricorda il giovane scomparso confermando quanto fosse ben voluto da tutti: “Marco era molto conosciuto qui in città, frequentava spesso l’oratorio coi suoi amici. Era un ragazzo riservato, almeno con chi non conosceva a fondo. Il fatto che non fosse nemmeno iscritto ai social network fa comprendere quanto non amasse apparire. Addirittura in famiglia quando scattavamo delle foto lui si metteva sempre dietro a tutti, per non comparire in primo piano. Era uno sportivo, amava il tennis e il calcio e giusto poco prima che succedesse l’incidente, si trovava in una palestra a Treviglio per iscriversi al corso di boxe. Di lui posso solo ricordare cose positive, era una persona gentile ed educata, davvero un bravo ragazzo”.

Dopo aver passato la notte nella camera mortuaria del cimitero di Treviglio la salma è stata ricomposta e trasportata, nel pomeriggio di mercoledì 6, a Calvenzano dove è stata allestita la camera ardente all’interno dell’abitazione della famiglia del giovane. I funerali si terranno venerdì 8 settembre alle 16 nella locale parrochia. 

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