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“Non ci credo: ho vent’anni e mi escludono dal Servizio civile perché giovane e inesperta”

La testimonianza di una ragazza di Ponte San Pietro, fresca di diploma, che si era candidata per una posizione nell'ambito della prima infanzia: dopo le due fasi della selezione non è stata ammessa ma a far discutere è la motivazione che ha ricevuto.

“Contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attività svolte anche in enti ed amministrazioni operanti all’estero”: tra le finalità del Servizio Civile Nazionale c’è anche quella del potenziamento dell’occupazione giovanile, dai 18 ai 28 anni. Forte di questa convinzione e delle sue capacità Irene, una 20 bergamasca, ci ha provato ma è stata esclusa.

La motivazione? Troppo giovane e con poca esperienza alle spalle. 

Ecco la sua lettera:

“Mi chiamo Irene e sono una ragazza di 20 anni di Ponte San Pietro. Mi sono diplomata a luglio all’Istituto Superiore ‘Mariagrazia Mamoli’ con indirizzo socio-sanitario. Il mio sogno è quello di lavorare con i bambini, così ho fatto domanda per il Servizio Civile Nazionale, nell’ambito della prima infanzia. Ho fatto il primo colloquio facente parte della selezione e a seguire il secondo, presso l’ente che avevo scelto, asilo nido. In questo colloquio ho dato tutta me stessa, facendo vedere i miei punti di forza e la mia immensa voglia di imparare e intraprendere questa strada.

Uscite le graduatorie il mio nome non era presente, sicchè ho intuito non fossi idonea (per essere idonei bisogna totalizzare almeno 60 punti su 100). Ho così chiamato l’ente bergamasco che si occupa della gestione del Servizio Civile Nazionale chiedendo se fosse possibile sapere il mio punteggio. Mi viene affermato che ho totalizzato 54 punti su un totale di 100 e da qui mi si dice che sono andata bene nelle due fasi di selezione ma quello che mi ha penalizzata era il fatto della giovane età e la poca esperienza alle spalle. 

Inutile spiegare quanto io ci sia rimasta male, ma è inconcepibile dire ad una ragazza di 20 anni, che fa domanda per un progetto volto alla contribuzione della formazione professionale dei giovani, che è troppo giovane e non ha esperienza nel settore. (Con questo non voglio dire di essermela presa con la collaboratrice dell’associazione, la quale ha fatto solo il suo dovere). È un progetto rivolto ai giovani dai 18 ai 28 anni e data la fascia della giovane età si può presupporre che i ragazzi possano avere poca esperienza nel settore in cui vogliono imparare.

Inoltre, la scuola presso la quale mi sono diplomata è consona al progetto da me scelto e l’esperienza io credevo, con tutta me stessa e la mia voglia di imparare, di poterla accrescere tramite il servizio civile, ma così non è stato.

Mi auguro che simili parole incoerenti con quello che si pubblicizza del Servizio Civile Nazionale e quello che viene poi concretamente fatto, non vengano dette ad altri/e ragazzi/e che vogliono imparare e credevano di poterlo fare tramite questa opportunità del servizio civile.

Io, nonostante la giovane età e questo fatto che vorrei cancellare dalla mia testa, non demordo e mi auguro di avere modo di operare nel campo perché credo in me e nella mia intraprendenza.

Cordiali saluti”.

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