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Matteo, il pellegrino rosso: “Sui social ho raccolto le intenzioni di preghiera”

Noi di Bergamonews abbiamo incontrato Matteo Bergamelli, il pellegrino rosso di Nembro, tornato da un pellegrinaggio di due settimane nel Sud Italia. Il giovane credente ne ha fatto una web serie su Facebook, seguita da centinaia di persone.

Quali sono la più grande difficoltà che ha incontrato durante il suo pellegrinaggio?

La più grande difficoltà l’ho incontrata un giorno, tra due tappe nella provincia di Avellino. Ho deciso di fare la strada più corta, invece di fare la strada solita, e Google Maps mi ha fatto attraversare un fiume e mi ha fatto andare per campi e per strade dove veramente non passava nessuno. Il problema è che lì c’è l’abitudine di lasciare i cani liberi. A un certo punto due cani si sono messi in mezzo alla strada e non mi hanno lasciato passare. Ho fatto un giro, diciamo, per evitarli, e sono riuscito. Però successivamente si sono ripresentate altre situazioni simili. È stata veramente difficile, anche perché ero da solo. Ero circa a metà viaggio e ho cominciato a sentire la solitudine e la fatica. Quel giorno mi sembrava di non arrivare più.

E la più grande soddisfazione?

La più grande soddisfazione è stata uno degli ultimi giorni, quando ho incontrato due persone che erano a San Giovanni Rotondo per fare delle visite mediche. Il giorno dopo sarebbero andati a Roma e mi hanno chiesto se volevo un passaggio. Ho accettato volentieri e in auto abbiamo parlato e ho raccontato la mia esperienza. Questa donna, che era andata a San Giovanni per fare delle visite, ha cominciato a piangere e ha detto: “Io sono venuta a San Giovanni per trovare una risposta, per sentire un altro parere medico riguardo alla mia malattia. Forse la risposta me la stai dando tu con quello che Dio ti ha fatto vivere. Andare avanti sempre, fidandosi di Lui, perché Lui sa quello di cui hai bisogno, interviene e ti accompagna, non lasciandoti mai solo”. Tutto quello che avevo visto e di cui avevo fatto esperienza era stato uno strumento utile per qualcun altro. C’è un Dio Padre che pensa a te e di cui ti puoi fidare; questa esperienza ti rende strumento perché anche altri possano conoscere la sua azione misericordiosa.

E quindi è stata questa la finalità del suo viaggio? Il suo scopo è far conoscere Dio a più gente possibile?

Esatto. Il mio scopo è prima di tutto fare esperienza di Dio, mettendomi nella condizione di farlo, cioè senza sicurezze, senza certezze, non basandomi su di me. Ma poi è anche quello di dire l’esperienza che ho fatto. E quindi questa è una testimonianza, una missione.

Cos’è esattamente l’Affidalist e che funzione ha?

Ho deciso di condividere l’esperienza che stavo facendo anche con altre persone attraverso Facebook, raccontando la mia storia con video e immagini. Poi mi è venuta l’idea di chiedere alle persone se c’era qualcuno che voleva essere ricordato in questo pellegrinaggio di fede, soprattutto nei luoghi di San Matteo a Salerno, di Padre Pio a Pietralcina e San Giovanni Rotondo e di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo. E quindi ho fatto una maglietta con la lista delle persone che volevano essere affidate. Ho chiesto se qualcuno voleva essere ricordato e le persone hanno cominciato a commentare, a scrivermi e a postare. Sono arrivato a circa trecento persone. Più della metà non le conosco di persona.  Mancavano cinque giorni alla fine del pellegrinaggio quando ho messo un post su Facebook chiedendo se c’era qualcun altro che voleva essere ricordato. Nel giro di un giorno mi sono arrivati ottanta commenti e venti messaggi di persone che mi parlavano di una fatica che stavano vivendo e che volevano essere ricordate. È stato bello.

Nota qualche cambiamento nella sua vita dopo il pellegrinaggio?

È ancora presto per dirlo. Vedremo. Il desiderio che c’è è quello di vivere con questo stile di affidamento, e di non essere bloccato dalla paura, dal timore, e dal fatto che magari secondo le
mie risorse non posso andare avanti perché non ci sono soldi e non c’è lavoro.

Ha intenzione di fare altri pellegrinaggi?

Forse l’anno prossimo. Ho un paio di idee. Il cammino di San Benedetto, oppure una variante della Via Francigena del Sud che fa la zona della Basilicata e della Puglia fino a Brindisi in circa due settimane.

A questo link potete trovare tutti gli episodi della web serie del Pellegrino Rosso: https://www.youtube.com/playlist?list=PLG4IpnUm2i3bQLb7YBy6tzHqucEO3KrsS

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