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Accordo Stato-Regioni per la riduzione dell’azzardo, Gori: “-50% entro il 2019”

Il sindaco di Bergamo, precursore dell'intesa raggiunta a livello nazionale con il regolamento approvato a giugno 2016, soddisfatto: "Per la prima volta il Governo ha capito di aver esagerato con le concessioni".

È stata raggiunta nel pomeriggio di giovedì 7 settembre l’intesa tra Stato e Regioni in materia di gioco d’azzardo: l’accordo, votato all’unanimità, segna un passaggio cruciale nella lotta alla ludopatia.

Grandissima soddisfazione tra i rappresentati degli enti locali, in particolare per il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, da sempre in prima linea nella battaglia all’azzardo e presente al tavolo in qualità di rappresentante dell’Associazione dei Comuni Italiani: “Da mesi lavoravamo insieme alle Regioni e al sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta per trovare questa intesa – ha commentato il primo cittadino – Il voto unanime rende bene l’idea dell’accordo trovato che non è la risoluzione di tutti i problemi ma è comunque un passo avanti significativo. Lo Stato per la prima volta ha capito di aver esagerato con le concessioni: nella proposta di riordino è stata programmata una riduzione del 50% dei punti gioco sul territorio nazionale entro il dicembre 2019″. 

Ad oggi sono circa 98.600 i punti gioco in Italia, comprensivi di tutte le tipologie di gioco: nelle previsioni dell’intesa si arriverà a 48mila, di cui 30mila tra bar e tabaccherie e altri 18mila tra sale scommesse, sale da gioco e corner che ad oggi ammontano a 29mila: “Nel primo caso è importante sottolineare come i gestori dovranno soddisfare una serie di requisiti fondamentali – spiega Gori – Dalle dimensioni della sala al posizionamento delle macchine da gioco, dal sistema di videosorveglianza al controllo degli accessi con carta d’identità o tessera sanitaria in modo da tenere lontani i minorenni”. 

Bergamo, dal punto di vista della battaglia contro il gioco d’azzardo, è sempre stata in prima fila: il regolamento adottato nel giugno del 2016 e adattato nel marzo del 2017 dopo la sentenza del Tar di Brescia (LEGGI QUI) esce praticamente invariato dalla nuova disposizione nazionale: “In questi mesi abbiamo ottenuto che il testo migliorasse sotto diversi punti di vista – continua Gori – Ad esempio i Comuni avranno la facoltà di introdurre provvedimenti più restrittivi, fino a un massimo di 6 ore al giorno di stop alle macchine come già succede a Bergamo. Il tema delle distanze, invece, è stato rimesso alla discrezionalità delle Regioni, facendo salve le legislazioni già in essere: la proposta del Governo fa un passo avanti perchè andrà a ridurre i punti gioco esistenti. Rimangono delle questioni aperte, la più importante delle quali relativa al tema della pubblicità che affronteremo al più presto”. 

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