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Schiacciato dalle scatole che stava scaricando: altra tragedia sfiorata a Mornico

Un ragazzo di 23 anni ha riportato un forte trauma contusivo a livello del torace: si tratta del quarto infortunio sul lavoro nel giro di una settimana, uno dei quali è risultato essere mortale.

Nove morti da inizio anno, oltre mille denunce ogni mese: il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è tornato prepotentemente alla ribalta in Bergamasca dove i sindacati sono pronti a dare battaglia già da venerdì 8 settembre quando, dalle 17, saranno in presidio di fronte alla Prefettura.

Nemmeno il tempo di annunciare la manifestazione, però, che si è dovuto aggiornare il bollettino degli infortuni: cinque giorni dopo la morte di Simone Bergamaschi, l’operaio 34enne schiacciato da sacchi di granuli di plastica (LEGGI QUI), e a pochi chilometri di distanza, un nuovo caso ha rischiato di trasformarsi in tragedia a Mornico al Serio.

L’allarme è scattato mercoledì 6 settembre attorno alle 14.40 quando nel piazzale esterno della Rs Service di via Fornace, ditta che produce prodotti in metallo e attrezzi da lavoro, un giovane di 23 anni è rimasto schiacciato da alcune scatole.

Secondo quanto ricostruito dai tecnici dell’Ats di Bergamo, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri e ai mezzi di soccorso, il ragazzo si trovava su un muletto ed era impegnato in operazioni di scarico di merce da un container proveniente dalla Cina: alcuni colleghi hanno riferito di aver visto delle scatole, del peso superiore ai 25 chili e contenenti materiale metallico, scivolargli addosso, probabilmente a causa dell’instabilità del carico.

Dopo le prime cure sul posto il 23enne è stato trasportato in codice giallo all’Ospedale Bolognini di Seriate: sempre vigile e cosciente, presentava solamente un forte trauma contusivo a livello del torace.

Una volta ristabilite le sue condizioni il giovane sarà ascoltato dai tecnici Ats per capire se all’origine dell’incidente ci sia stato un errore nell’imballaggio della merce oppure una leggerezza da parte dell’operaio.

Nell’ultima settimana è il quarto caso di infortunio sul lavoro, di cui uno con conseguenze mortali: “Dopo il nono infortunio mortale dall’inizio dell’anno nella provincia di Bergamo è evidente che non sono stati sufficienti gli anni di azioni volte a promuovere la cultura della sicurezza. Non è bastato – avevano tuonato i sindacati – La vita e la dignità della persone vengono prima dei risultatati economici e dei risultati produttivi: la priorità deve essere quella di far tornare a casa ogni persona, viva e integra, dopo un turno di lavoro. E’ indispensabile che le norme sulla sicurezza nel lavoro vengano rispettate con scrupolo e i controlli devono essere attenti e rigorosi”.

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